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Caso Tirrenia, Lai (Pd): «Il Governo intervenga subito, non ci sono più i presupposti per una concorrenza reale»

Caso Tirrenia, Lai (Pd): «Il Governo intervenga subito, non ci sono più i presupposti per una concorrenza reale»

Il deputato dem: «Il bando va cambiato subito, non ci sono più i presupposti per una concorrenza reale»

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La scomparsa operativa di Tirrenia potrebbe avere effetti devastanti sulla Continuità territoriale in Sardegna. A leggere la situazione è il deputato e segretario regionale del Pd sardo Silvio Lai, che mette in fila criticità e rischi per i sardi: «La procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Compagnia Italiana di Navigazione non è solo una crisi aziendale. È la certificazione definitiva della fine di Tirrenia anche come operatore della continuità territoriale marittima. Una società svuotata, con la flotta ridotta a due sole navi, attività operative progressivamente esternalizzate e l’intera struttura amministrativa avviata alla chiusura. Non è una riorganizzazione: è una uscita dal sistema».

Lai punta il dito contro il Governo: «Non si tratta di un evento improvviso, eppure non c’è stata una strategia, non c’è stato un intervento, non c’è stato un governo di questa trasformazione» e ancor più grave secondo il deputato, è che «una vicenda di questa portata emerga oggi solo attraverso una comunicazione riservata ai sindacati».

Il rischio monopolio

C’è poi il punto della concorrenza sul mercato, e il rischio di un monopolio. Secondo Lai, il mercato si è già trasformato. Il progressivo ridimensionamento della compagnia infatti, ha lasciato spazio a pochi grandi player, come Msc Group e Grandi Navi Veloci.

Una concentrazione che, di fatto, riduce gli spazi di concorrenza e cambia le regole del gioco, come evidenzia lo stesso Lai: «Gli asset dismessi sono confluiti nell’orbita del gruppo Msc Group e il ruolo operativo di Gnv si è rafforzato. Il risultato è una concentrazione evidente, che mette in discussione l’esistenza stessa di un mercato realmente concorrenziale».

Le conseguenze rischiano di essere immediate, e senza una competizione reale, tornano centrali temi che già da anni sono critici: prezzi, qualità del servizio e continuità dei collegamenti.

Il trasporto merci

C’è poi il nodo, spiega Lai, spesso sottovalutato del trasporto merci. In un’isola come la Sardegna è un elemento cruciale, ma nei bandi continua a restare ai margini. «Senza una disciplina chiara e vincolante su questo punto, il sistema non regge. Aumentano i costi per le imprese, crescono i prezzi dei beni, si colpisce direttamente il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività della Sardegna. La verità – continua ildeputato –  è che si sta costruendo una continuità territoriale a due velocità: un livello minimo protetto per i residenti e tutto il resto esposto a dinamiche di mercato che non sono più realmente concorrenziali».

Il bando

«Il bando sulla continuità marittima va cambiato subito». Senza concorrenza reale – secondo il segretario dem -, la gara non garantisce né efficienza né tutela. Rischia solo di formalizzare un assetto già squilibrato.

Da qui la richiesta di intervenire subito, senza ulteriori rinvii all’esecutivo nazionale: «Il Governo deve prendere atto di quanto è accaduto e intervenire subito. Serve una revisione del bando che introduca vincoli stringenti sugli operatori, meccanismi di controllo sui prezzi per evitare che i costi – inclusi quelli legati al sistema Ets e all’inefficienza di flotte obsolete – vengano scaricati integralmente su utenti e imprese, clausole per evitare concentrazioni e l’inserimento esplicito del trasporto merci tra gli obblighi del servizio» conclude Lai. (fr.z.)

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