Hantavirus, in Italia 4 isolamenti e si accelera sul vaccino. L’esperto: «Diverso dal Covid, ma più letale»
Il virologo: «I dati della Fase I sono promettenti, ma restano diversi ostacoli prima di arrivare alla produzione»
Il focolaio di hantavirus scoperto a bordo della nave da crociera MV Hondius, approdata a Tenerife per consentire lo sbarco dei passeggeri, ha riportato l’attenzione sul virus e sulla ricerca di un vaccino capace di contrastarlo. Mentre continuano i controlli sanitari sulle persone presenti a bordo, gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione senza creare allarmismi: il rischio per la popolazione resta infatti molto basso.
La ricerca accelera verso un vaccino
A fare il punto sui progressi scientifici è il virologo Jay Hooper dell’Us Army Medical Research Institute of Infectious Diseases, intervistato dalla rivista Nature. Il suo gruppo di ricerca lavora da anni allo sviluppo di vaccini contro gli hantavirus e, secondo i primi dati, i risultati sarebbero incoraggianti.
«I dati della Fase I sono promettenti, ma restano diversi ostacoli prima di arrivare alla produzione», spiega Hooper, sottolineando soprattutto le difficoltà economiche legate alla Fase III della sperimentazione.
Le origini del progetto risalgono agli anni Ottanta, quando la ricerca militare americana iniziò a studiare sistemi di protezione per le truppe esposte ai roditori. Negli anni Novanta, con la comparsa di nuovi ceppi come il Sin Nombre negli Stati Uniti e il virus Andes in Sud America, lo sviluppo dei vaccini ha subito una forte accelerazione.
Oggi gli studi hanno portato alla realizzazione di modelli animali avanzati e ai primi test clinici su vaccini contro varianti come Andes, Hantaan e Puumala. I risultati mostrano una buona risposta immunitaria, con produzione di anticorpi neutralizzanti. Restano però diversi problemi da superare: il vaccino richiederebbe più dosi e la sperimentazione su larga scala è complicata dalla rarità dei casi umani e dalla loro distribuzione geografica molto ampia.
Secondo Hooper, inoltre, anche il cambiamento climatico potrebbe avere un ruolo importante: l’aumento delle temperature e le modifiche ambientali potrebbero influenzare la diffusione dei roditori, aumentando le possibilità di esposizione umana al virus.
Cos’è l’hantavirus e come avviene il contagio
Gli hantavirus sono un gruppo di circa trenta virus diffusi principalmente tra i roditori. Il contagio umano resta raro e avviene soprattutto attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci di animali infetti, oppure tramite contatti diretti in condizioni igieniche precarie.
Secondo l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, il ceppo coinvolto nel focolaio della nave sarebbe quello delle Ande, presente soprattutto in Sud America. «Non si trasmette facilmente da persona a persona e non è paragonabile al Covid», spiega l’esperto. «L’hantavirus ha una letalità più alta, ma una diffusione molto più limitata».
Ciccozzi sottolinea inoltre che il contagio non è semplice: il virus può essere trasmesso inalando polveri contaminate dalle deiezioni dei roditori o entrando in contatto con la loro saliva, soprattutto in assenza di adeguata igiene delle mani. Per questo motivo la quarantena disposta per i passeggeri della nave viene considerata una misura corretta e prudenziale. Gli esperti ricordano però che la probabilità di contagio per la popolazione generale rimane molto bassa. L’incubazione può durare da una a otto settimane, con una media di circa quattro settimane, motivo per cui i controlli sanitari proseguiranno ancora per diverso tempo.
Bassetti: «Non è un nuovo Covid»
Anche l’infettivologo Matteo Bassetti invita alla prudenza, ma senza creare paure eccessive. «Non si può parlare di rischio elevato», spiega, ricordando che il virus non sembra diffondersi attraverso persone asintomatiche.
Secondo Bassetti sarà necessario monitorare la situazione nelle prossime settimane, soprattutto per via della lunga incubazione, che può arrivare fino a due mesi. Tuttavia, ribadisce l’esperto, «non siamo davanti a un nuovo Covid».
Quattro isolamenti in Italia
Quattro persone in Italia sono state isolate. La sorveglianza è scattata per 4 viaggiatori del volo Klm su cui era salita a Johannesburg la donna olandese poi rimasta e deceduta in Sudafrica. Il ministero della Salute ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario per i 4 passeggeri individuati in Calabria, Campania, Toscana, Veneto.
«I passeggeri sono stati tutti e quattro rintracciati. Ci risulta comunque che non hanno sintomi, che erano seduti in una fila lontana dalla passeggera che poi è deceduta successivamente. E ci risulta anche che la passeggera sia stata a bordo del volo per poco tempo», ha detto al Tg1 Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute.
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