La Nuova Sardegna

Il delitto di Garlasco

I legali: «Revisione complessa, ma se la condanna sarà annullata maxi risarcimento per Alberto Stasi» – Gli scenari


	Da sinistra Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi
Da sinistra Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi

La morte di Chiara Poggi, il nuovo filone dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio accusato di omicidio volontario

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Milano Non c’è spazio per la revisione, non ci sono elementi che vadano a scardinare l’impianto accusatorio : a sostenerlo è l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per quel delitto è stato condannato a 16 anni con sentenza passata in giudicato Alberto Stasi ma di recente la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, 39 anni, accusato di omicidio volontario. Secondo il pm, il commesso – all’epoca dei fatti 19enne, amico di Marco Poggi, fratello della vittima, avrebbe ucciso la 26enne perché lei lo aveva respinto sessualmente. Una ricostruzione alla quale la famiglia Poggi non ha mai creduto. Se invece si arrivasse alla revisione e all’annullamento della condanna Stasi avrebbe diritto al risarcimento per ingiusta detenzione.

Il legale dei Poggi: «Non c’è spazio per la revisione»

Ora, mentre prende sempre più corpo la possibilità delle revisione il legale della famiglia Poggi, dice che «dalla lettura delle consulenze allegate alla discovery non emergono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza passata in giudicato, né dalla consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo, né dalla consulenza di Dal Checco dal punto di vista informatico, né dalle consulenze del Ris per quanto riguarda la Bpa». Per il legale «l'unico tema da esplorare è l'impronta 33", la traccia che i pm riconducono a Sempio e che la difesa dell'indagato contesta, che la parte civile aveva chiesto di inserire nell'incidente probatorio: «Era già in essere la perizia dattiloscopia, sarebbe stato economico in termini di tempo e di costi». In attesa che la difesa del condannato depositi la richiesta di revisione, «si sono bypassati i punti centrali della condanna di Stasi: la famosa camminata viene liquidata in una paginetta, non viene trattata minimamente dal Ris di Cagliari né dagli altri consulenti che dovevano confrontarsi semmai con la perizia Testi-Bitelli-Vitturari che all'epoca fecero una perizia geomatica che non viene proprio considerata».

Ipotesi revisione e annullamento condanna: il risarcimento a Stasi

Ma cosa succederebbe se davvero si arrivasse a una revisione del processo e ad un annullamento della condanna? «Quello della revisione è un meccanismo molto complesso", premette l'avvocato cagliaritano Giuseppe Ledda, componente della Giunta dell'Unione delle Camere penali italiane (Ucpi) e referente dell'Osservatorio sull'errore giudiziario dell'Ucpi. «Nel caso in cui davvero un'eventuale revisione del processo dovesse ribaltare la condanna definitiva –  spiega Ledda –  le strade per un eventuale risarcimento possono essere diverse. Si può chiedere un risarcimento per l'ingiusta detenzione e, in astratto, il risarcimento viene computato per ogni giorno in cui si ha ingiustamente patito la pena, con un valore giornaliero, fino a 235 euro al giorno per un massimo di oltre 515mila euro», spiega Ledda.  Cifre più alte potrebbero essere richieste nel caso si chiedesse un risarcimento allo Stato: «Se si ritiene che vi siano i presupposti – aggiunge il legale – si può intentare una causa civile per chiedere il danno morale o esistenziale e che, in proporzione al danno patito, può essere molto superiore arrivando anche a milioni di euro».

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