Traffico di carburante, sul tir 27mila litri di gasolio di contrabbando: il blitz e il sequestro – Ecco che cosa sappiamo
Sulla bolla di accompagnamento veniva dichiarato il trasporto di olio anticorrosivo
Traffico di carburante di contrabbando destinato all’utilizzo nel territorio italiano in evasione d’imposta: le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 27.000 litri di gasolio di contrabbando – formalmente dichiarato essere olio anticorrosivo – e un autoarticolato utilizzato per il trasporto, illecito, denunciando alla Procura della Repubblica due uomini accusati di contrabbando di prodotti petroliferi.
Il mezzo, proveniente dalla Repubblica Ceca, dopo aver fatto ingresso in Italia dal valico di Tarvisio, in provincia di Udine, è stato intercettato per un controllo di routine dai finanzieri del Gruppo di Padova, con la collaborazione della Polizia Stradale di Padova e Venezia.
Il conducente, di nazionalità ungherese alla domanda sulla tipologia di merce trasportata, l’origine e la destinazione, riferiva di essere partito da Praga e di trasportare olio anticorrosivo prelevato da una raffineria austriaca, con direzione finale Grecia. I documenti di accompagnamento della merce, il certificato di analisi presentato e l’itinerario anomalo seguito dal mezzo hanno portato i finanzieri ad approfondire la natura del prodotto trasportato.
Sono state le operazioni di campionamento e analisi del prodotto a far emergere che l’olio minerale aveva le medesime caratteristiche fisiche del gasolio per autotrazione, conferma poi giunta dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Venezia – Marghera che, oltre ad accertare che il serbatoio dell’autoarticolato era alimentato con lo stesso prodotto trasportato, ha rinvenuto nel carburante la presenza di “triacetina”, una sostanza nota per la formulazione dei cosiddetti DESIGNER FUELS, miscele classificate come oli lubrificanti, ma con caratteristiche simili al gasolio.
Il prodotto petrolifero, custodito in 27 contenitori da 1000 litri ciascuno e trasportato con modalità pericolose non a norma, avrebbe dovuto scontare una accisa per oltre 18.000 euro. I due conducenti rischiano ora una condanna fino a cinque anni di reclusione oltre alla multa da 36 mila e 180 mila euro.
Non è la prima volta che i contrabbandieri di prodotti petroliferi tentano di eludere i controlli delle pattuglie delle Fiamme Gialle spacciando il gasolio o la benzina, sottoposti ad accisa, per altri tipi di derivati del petrolio, sui quali non grava alcuna imposta, arrecando gravi danni alle entrate dello Stato ed effetti distorsivi alle regole della libera concorrenza.
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