L’inflazione corre veloce, nell’isola scatta l’allarme per spesa e carburanti: Cagliari è la città dove i prezzi salgono di più – Tutti i dati
Federconsumatori: sui generi alimentari freschi la Sardegna paga più delle regioni del sud
Sassari Sbuffa Michele Carrus, dietro alla sua scrivania. E lo fa perché ha tra le mani delle percentuali per nulla confortanti. Sono le solite caselle che restituiscono lo stato di salute delle famiglie del Paese, e da inizio anno è una corsa senza fine. «Rispetto alle prime proiezioni di maggio, notiamo subito un aumento ulteriore dell’inflazione generale. Dal 2,7% di aprile si passa al 3,2%», il dato si rivolge all’intera eurozona ma allarma il presidente nazionale di Federconsumatori. In Italia, a gennaio «eravamo all’1 per cento. In pochi mesi, è incredibile, l’inflazione è già più che triplicata».
Primato Cagliari
Quando deve tradurre le caselle, si diceva, con i risvolti quotidiani che toccano lavoratori, abitanti e nuclei familiari, il primo riferimento è il «carrello della spesa». Che questo mese sarà più vuoto ma costerà di più. Come un trucco da prestigiatori. E la Sardegna, «purtroppo», è pronta a toccare il primato alla voce dei generi alimentari. Federconsumatori si basa su dati a campione tra alcune delle città più grandi, e per la Sardegna ha il riferimento nel capoluogo. «Cagliari è tra le città più rincarate ed è esposta all’aumento dei generi alimentari, in particolare dei freschi, molto più che nel resto del Paese».
«Caro energia»
Tra la mano del cliente che si allunga e quella del pescivendolo che porge il sacchetto con il pesce fresco, c’è di mezzo una guerra internazionale che ha influenzato mercati e stabilità economica di interi Paesi. Corre l’inflazione e corrono, al rialzo, i prezzi delle materie prime. Il conflitto tra Usa e Iran e il blocco dell’ormai arcinoto Stretto di Hormuz hanno messo in ginocchio le industrie di energia e petrolio. «Molti aumenti sono dovuti innanzitutto all’ulteriore incremento di beni energetici a libero mercato, che crescono oggi del 12% rispetto ai mesi scorsi, e di quelli a mercato tutelato, +6%», commenta ancora Carrus.
Sabato inoltre scadrà il taglio alle accise operato dal Governo, sui tabelloni dei distributori i prezzi di diesel e benzina torneranno ancora più alti a meno di altri interventi. In una nota con Adoc e Assoutenti, il numero uno di Federconsumatori parla di una «riduzione» non applicata. Ci sarebbe spazio per ridurre il prezzo alla pompa «di 5 centesimi al litro per la benzina e 9 centesimi per il gasolio». Non stravolge i bilanci familiari, ma tra spesa diretta e indiretta a fine anno è stimato un risparmio di circa 300 euro.
Città d’Italia
Mentre al nord l’inflazione colpisce i servizi, spiega Carrus, altrove si riflette sulla spesa di generi alimentari e di largo consumo, «sui prodotti lavorati, e ancora di più su quelli freschi, la Sardegna supera le regioni del sud».
Cagliari si prepara ad alzare i prezzi ai banconi di pesce e carne. Tra i dati territoriali più recenti dell’Istat, l’Unione nazionale consumatori ha osservato il trend di rincari tra le città d’Italia e lì i numeri record riguardano Olbia, prima sarda, 55esima in Italia con un rincaro annuo di 617 euro a famiglia e un’inflazione del 3,1%. Su cibi e bevande, la provincia gallurese si collocava ad aprile al settimo posto in Italia, dietro a Bolzano, Genova, Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Napoli e Catania. Netta la risposta sui rialzi sui mezzi di trasporto personali. Mentre i picchi erano di Cosenza e Reggio Calabria, entrambe al +9,8 per cento, nell’isola Cagliari a +6 per cento sui carburanti, Sassari a +7,3, Olbia a +6,7. Numeri secondo il quadro di aprile, a maggio sembra andare peggio. «C’è spazio per molteplici misure strutturali, che il governo però non adotta», taglia corto Carrus.
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