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Accordo Iran-Stati Uniti e il costo del carburante – Come cambieranno i prezzi

Accordo Iran-Stati Uniti e il costo del carburante – Come cambieranno i prezzi

Gli effetti potrebbero non essere immediati e il 3 luglio scadrà il taglio delle accise

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Sassari L’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran verrà siglato venerdì 19 giugno a Ginevra e le Borse già festeggiano: tra le prime conseguenze, infatti, ci sarà la riapertura dello stretto di Hormuz, da parte iraniana e da parte statunitense e le navi cisterna con i loro preziosi carichi di petrolio potranno tornare a solcare i mari. A catena, caleranno i prezzi di benzina e diesel, ma anche delle bollette. Eppure, bisognerà aspettare ancora un po’ per avere degli effetti evidenti. Il 3 luglio, in ogni caso, scadrà il taglio delle accise sul gasolio e, con tutta probabilità, non verrà prorogato

Le ipotesi

Due buone notizie le dà laRepubblica. Il prezzo della benzina e del diesel nelle stazioni di rifornimento sta già calando da alcuni giorni, grazie alle possibilità concrete di un accordo, la tregua e le trattative che andavano avanti. «Circa 5 centesimi nei giorni scorsi». Per la prima volta, dopo settimane, ieri, lunedì 15 giugno, anche il prezzo medio del gasolio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è sceso sotto i 2 euro a 1,997 euro al litro, come certificato dal Mimit.

Per aspettare un calo più consistente bisognerà aspettare i prossimi giorni, quando scenderanno di 10 centesimi, verosimilmente con la firma sull’accordo.

Le incertezze

laRepubblica però parla anche di incognite. In caso di nuova crisi – sempre che il canale venga effettivamente riaperto – Teheran può richiuderlo a piacimento. Anche sui termini della riapertura, non è ancora noto se verranno imposti pedaggi o tasse di dogane e in quali modalità. Uno dei “se” più grandi è attorno al comportamento della Cina. In questi mesi infatti Pechino ha ridotto drasticamente l’acquisto di greggio attingendo alle sue enormi quantità di riserve strategiche, contribuendo a “calmierare” il prezzo mondiale dl petrolio. Con la riapertura, deciderà di tornare subito ai livelli di acquisto pre-guerra? 

Lo stesso vale per l’Europa e gli Stati Uniti, che hanno attinto alle loro riserve per provare a limitare gli aumenti e ora dovranno riportarle ai livelli precedenti. Ma c’è un problema: i flussi di approvvigionamento non saranno come quelli di febbraio 2026. Ci vorranno mesi per liberare dall’ingorgo lo stretto di Hormuz e ripristinare la produzione, anni per riparare gli impianti danneggiati dal conflitto. Insomma, i prezzi caleranno poco subito, ma non ci sarà un crollo. Questa crisi avrà conseguenze che dureranno a lungo.

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