Assegno sociale, l’Inps semplifica la domanda: controlli automatici e meno documenti – Ecco le novità e come fare richiesta
La procedura aggiornata guida i cittadini nella compilazione
Roma L’Inps cambia la procedura per chiedere l’assegno sociale e punta a rendere più semplice l’accesso alla prestazione assistenziale destinata alle persone anziane in difficoltà economica. La nuova versione del servizio, inserita nel percorso di digitalizzazione finanziato dal Pnrr, consente di acquisire già al momento della domanda una parte delle informazioni necessarie all’istruttoria, con l’obiettivo di ridurre errori, richieste di integrazione e tempi di lavorazione.
La novità riguarda l’assegno sociale ordinario, la prestazione che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale. Non si tratta di una pensione legata ai contributi versati, ma di un sostegno economico riconosciuto dall’Inps a chi possiede i requisiti previsti dalla legge e si trova sotto determinate soglie di reddito.
Con la procedura aggiornata alcuni dati anagrafici, come cittadinanza e stato civile, possono essere precompilati. Durante la compilazione compaiono inoltre messaggi informativi per orientare il richiedente e sono stati introdotti controlli più puntuali sui requisiti richiesti. Una particolare attenzione è riservata al soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno dieci anni: il cittadino può indicare eventuali periodi trascorsi all’estero e allegare la documentazione necessaria alle verifiche.
Per i cittadini extracomunitari è prevista anche una sezione specifica sui titoli di soggiorno. Quando i dati sono disponibili negli archivi collegati, il sistema può recuperarli automaticamente, evitando ulteriori passaggi a carico del richiedente. La domanda si chiude con dichiarazioni obbligatorie sulla correttezza delle informazioni inserite e sugli obblighi di comunicare eventuali variazioni di reddito, trasferimenti all’estero o ricoveri in strutture pubbliche.
Dal 15 giugno è partita anche una campagna proattiva dell’Inps attraverso la “Piattaforma di Personalizzazione e Proattività”. L’Istituto contatterà i potenziali beneficiari che hanno dato il consenso ai servizi proattivi, invitandoli a verificare il possesso dei requisiti e, se ne ricorrono le condizioni, a presentare la domanda.
L’assegno sociale spetta a chi ha almeno 67 anni, risiede effettivamente in Italia, si trova in condizioni economiche disagiate e possiede la cittadinanza italiana o una delle condizioni equiparate previste dalla normativa. Possono accedervi anche cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, cittadini extracomunitari familiari di cittadini comunitari, titolari di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria.
Per il 2026 l’importo è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari a 7.101,12 euro l’anno. Il limite di reddito annuo è di 7.101,12 euro per chi non è coniugato e di 14.202,24 euro per le persone coniugate. L’importo pieno spetta ai non coniugati senza redditi e ai coniugati con reddito complessivo inferiore all’importo annuo dell’assegno. Negli altri casi, se i redditi restano entro i limiti previsti, la prestazione può essere riconosciuta in misura ridotta.
L’assegno sociale non è reversibile ai familiari superstiti, non è soggetto a Irpef, non può essere trasferito all’estero e non può essere ceduto, sequestrato o pignorato. Il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. La prestazione resta comunque provvisoria, perché l’Inps verifica periodicamente il mantenimento dei requisiti economici e della residenza. In caso di permanenza all’estero superiore a 29 giorni consecutivi, l’assegno viene sospeso; se la sospensione supera un anno, può essere revocato.
La domanda deve essere presentata sul sito dell’Inps, accedendo con Spid almeno di livello 2, Carta d’identità elettronica di livello 3, Carta nazionale dei servizi o eIDAS e cercando il servizio “Assegno sociale”. In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center multicanale, al numero verde 803 164 da rete fissa o allo 06 164164 da cellulare, oppure agli istituti di patronato e agli intermediari dell’Istituto.
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