Sardegna film commission, si dimette il direttore Andrea Rocco – Cosa è successo
L’addio dopo nove mesi: «Motivi personali». È il terzo cambio in due anni
Sassari Meno di un anno fa la sua nomina a direttore generale della Sardegna film commission era stata salutata dalla Regione come «un investimento sul futuro». Futuro breve. Oggi Andrea Rocco rassegna le dimissioni. «Per motivi personali» ha scritto nella lettera indirizzata alla direzione e lo ribadisce interpellato in proposito.
Un cambio di guida forzato all’interno di una storia recente piuttosto travagliata per la fondazione che si occupa del settore audiovisivo nell’isola. La selezione pubblica era stata avviata a gennaio 2025 e a settembre era arrivata l’ufficialità della nomina di Rocco.
Professionista con oltre 20 anni di esperienza nella promozione cinematografica e nella gestione strategica di strutture come la Genova–Liguria film commission. Durante la sua direzione ha collaborato con registi come Silvio Soldini, Olivier Dahan, Gianni Amelio, Eric Barbier. È stato presidente dell’associazione Italian film commission, membro del consiglio direttivo e segretario generale del network European film commissions.
Un profilo autorevole e di primo livello che, nei piani regionali, avrebbe dovuto garantire esperienza dietro le quinte della film commission sarda che negli ultimi anni ha attraversato luci e ombre. Le luci sono quelle dei riflettori delle maxi produzioni arrivate in Sardegna, da George Clooney alla Disney alle case cinematografiche di Bollywood fino a Paolo Sorrentino. Le ombre sono quelle di una gestione che da due anni fatica a trovare stabilità. Dopo il divorzio non proprio roseo con Nevina Satta nel 2024, pro tempore aveva assunto l’incarico Susanna Tornesello, poco dopo il cda uscente era andato via con polemica e riferendo in una nota di un buco in cassa di oltre un milione di euro. L’anno scorso divenne direttore Matteo Frate. Poi Rocco.
«Le mie dimissioni non hanno a che fare con l’esperienza di questo anno, che è stata anzi molto buona. La decisione arriva per motivi personali, familiari», commenta Andrea Rocco in proposito. «La Sardegna ha grandissime potenzialità, in parte già espresse con il costante aumento di produzioni sia locali che attratte da fuori, nazionali e internazionali. Ma c’è un grande margine di miglioramento», riflette il direttore generale uscente. Lascia con anticipo rispetto al contratto «di due anni» che aveva sottoscritto e lascia una struttura «dove la Regione ha messo in campo risorse importante che si possono ottimizzare e usare ancora meglio di quanto fatto finora». Resta il dispiacere di lasciare un’opera incompleta: «Mi dispiace, sì, avrei voluto fare alcune cose. In un anno si impara a capire dove si è, si cerca di avere le idee più chiare, ma poi i progetti, specie per le strutture pubbliche, non hanno tempi rapidissimi».
La fondazione porta avanti l’opera di valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale sviluppando la filiera audiovisiva con la specializzazione delle risorse professioni e tecniche nell’isola. «La Sardegna resta tra le prime quattro o cinque regioni d’Italia che hanno capito giustamente quanto sia un settore importante per lo sviluppo non solo di film ma con conseguenze su turismo e marketing territoriale», conclude Rocco. La palla passa al nuovo cda ma anche all’assessorato regionale competente guidato da Ilaria Portas, che per ora sceglie il silenzio.
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