La Nuova Sardegna

Il disagio

L’Anas chiude lo svincolo sulla 131: raggiungere il pozzo sacro di Santa Cristina è un rebus

di Enrico Carta
L’Anas chiude lo svincolo sulla 131: raggiungere il pozzo sacro di Santa Cristina è un rebus

Si teme un crollo di visitatori all’apprezzato sito archeologico di Paulilatino

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Paulilatino Non è solo un disagio, ma qualcosa che potrebbe trasformarsi in un piccolo disastro economico. Raggiungere il villaggio di Santa Cristina con il suo apprezzatissimo sito archeologico e i servizi che offre sta diventando un rebus che rischia di tenere lontani i visitatori da uno dei luoghi storici più frequentati di tutta la Sardegna. L’Anas ha infatti avviato i lavori di contenimento di caduta detriti dei costoni laterali che affiancano in alcuni tratti la 131 e questo ha portato a uno sconvolgimento della viabilità, rendendo l’accesso alla località molto complicato.

Da qualche giorno, uno degli svincoli di accesso non è più utilizzabile e per raggiungere la zona archeologica bisogna fare un giro molto lungo e difficilmente individuabile da chi non è esperto, ancor più perché il tutto è segnalato non nel migliore dei modi. Chi giungesse a Santa Cristina procedendo nella direzione verso Sassari, si ritrova dunque l’ingresso sbarrato. È allora obbligato a procedere per qualche chilometro sino al successivo, quello di accesso a Paulilatino e una volta lì invertire la direzione di marcia per tornare indietro sino a Santa Cristina imboccando l’accesso allo svincolo dalla parte opposta ovvero quello per chi procede in direzione Cagliari. E non molto più agevole sarebbe la situazione per chi si trova ad arrivare dal nord Sardegna, percorrendo la 131 da nord verso sud.

Non avrebbe problemi di accesso a Santa Cristina giungendo direttamente dalla 131, ma è costretto a fare un giro ben più lungo per poter riprendere la strada verso casa. Una volta lasciata l’area archeologica, vista l’impossibilità di imboccare subito la statale, deve tornare indietro da dove è arrivato e quindi procedere verso Baulado. Solo lì, approfittando della presenza del cavalcavia, potrà cambiare la direzione di marcia e riprendere la rotta verso il nord Sardegna.

I primi a segnalare il disagio sono stati proprio coloro che si sono trovati in seria difficoltà a individuare il percorso, ma il problema è assai sentito a Paulilatino dove il fuoco cova sotto la cenere. Sebbene non confermato dal sindaco Domenico Gallus, immediatamente informato della situazione che dura da circa una settimana e che per il momento ha scelto la via del silenzio in attesa che tutto si risolva in fretta e senza strappi istituzionali, si sussurra che ci sia stato un confronto tra l’amministrazione comunale e la Regione, al termine del quale si è deciso di non alzare i toni perché è in corso una mediazione con l’Anas affinché riapra almeno una corsia, se non dovesse concludere le opere a breve, o interrompa del tutto i lavori per riprenderli in una stagione in cui il sito è poco frequentato. La pazienza non è però infinita e se non dovessero arrivare novità nei prossimi giorni, allora lo scontro esploderebbe.

Del resto, una parte dell’economia del paese gravita proprio attorno a Santa Cristina, al villaggio, al suo pozzo sacro. Nell’area ci sono anche un ristorante e una sala congressi molto frequentata e, con le decine di migliaia di biglietti staccati ogni anno, vengono garantiti costantemente una decina di buste paga e una serie di servizi. Se l’accesso dovesse restare simile a un percorso a ostacoli, la situazione sarebbe difficilmente gestibile.

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