La Nuova Sardegna

Riforma

Previdenza complementare, dal 1° luglio cambia tutto: Tfr automatico e più capitale – Le cose da sapere

Previdenza complementare, dal 1° luglio cambia tutto: Tfr automatico e più capitale – Le cose da sapere

Per i neoassunti scatta l’iscrizione automatica ai fondi pensione, sale al 60 per cento la quota riscattabile e il contributo del datore di lavoro diventa trasferibile

4 MINUTI DI LETTURA





Roma La previdenza complementare cambia volto. Dal 1° luglio entrano in vigore le nuove regole introdotte dalla legge di Bilancio 2026, mentre entro la fine dell’anno dovrebbe diventare operativo l’Arbitro previdenziale istituito dal decreto Pnrr approvato a febbraio e convertito in legge ad aprile. Le novità riguardano soprattutto i lavoratori dipendenti del settore privato alla prima occupazione, la destinazione del trattamento di fine rapporto, il contributo versato dal datore di lavoro e le modalità con cui sarà possibile utilizzare il capitale accumulato.

Quasi 10,5 milioni di iscritti

La riforma interviene su un settore che continua a crescere. Secondo la Relazione annuale della Covip, alla fine del 2025 gli iscritti alla previdenza complementare erano quasi 10,5 milioni, il 4,8 per cento in più rispetto all’anno precedente. Il numero degli aderenti equivale al 39,9 per cento delle forze di lavoro. Le forme pensionistiche attive in Italia erano complessivamente 273: 33 fondi negoziali, 38 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici e 131 fondi pensione preesistenti. I fondi negoziali contavano 4,4 milioni di iscritti, con una crescita del 6,1 per cento. Gli aderenti ai fondi aperti erano 2,2 milioni, in aumento dell’8,7 per cento, mentre i nuovi piani individuali pensionistici avevano raggiunto 3,8 milioni di iscritti, il 2,9 per cento in più. I fondi preesistenti registravano invece 666mila aderenti.

Accumulati 262 miliardi

Alla fine del 2025 le risorse complessivamente accumulate dalle forme di previdenza complementare avevano raggiunto 262 miliardi di euro, con un incremento del 7,7 per cento in un anno, favorito anche dall’andamento positivo dei mercati finanziari. La somma corrisponde all’11,6 per cento del prodotto interno lordo e al 4 per cento delle attività finanziarie possedute dalle famiglie italiane. Nel solo 2025 i fondi hanno incassato contributi per 22,4 miliardi di euro, l’8,7 per cento in più rispetto al 2024. Una crescita superiore al ritmo medio registrato nei cinque anni precedenti.

Iscrizione automatica per i neoassunti

La principale novità scatterà il 1° luglio. I lavoratori dipendenti del settore privato alla prima occupazione saranno iscritti automaticamente a una forma di previdenza complementare. La destinazione sarà il fondo previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro. Quando il contratto nazionale non individua una forma pensionistica di riferimento, l’iscrizione automatica avverrà al fondo Cometa. Il lavoratore potrà comunque rinunciare entro sessanta giorni dall’assunzione. In assenza di una scelta contraria, il Tfr che maturerà da quel momento sarà trasferito al fondo pensione. Con l’adesione scatterà anche il versamento del contributo aggiuntivo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo applicato. L’obiettivo è ampliare il numero degli iscritti e rendere più consistente il capitale destinato a integrare la futura pensione pubblica.

Più capitale al pensionamento

Dal 1° luglio aumenterà anche la quota che potrà essere riscossa sotto forma di capitale al momento del pensionamento. Il limite passerà dal 50 al 60 per cento del montante finale accumulato. La parte restante dovrà essere trasformata in una rendita pensionistica. Resterà la possibilità di ottenere l’intero importo in capitale quando la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70 per cento del montante risulterà inferiore alla soglia prevista dalla legge, calcolata sulla base dell’assegno sociale.

Il contributo del datore diventa trasferibile

Un’altra modifica entrerà in vigore dal 31 ottobre 2026. Dopo almeno due anni di permanenza, chi deciderà di lasciare il fondo negoziale di categoria per trasferire la propria posizione a un fondo aperto o a un piano individuale pensionistico potrà mantenere anche il contributo versato dal datore di lavoro. Finora il trasferimento verso una forma pensionistica diversa da quella individuata dal contratto collettivo poteva comportare la perdita della contribuzione aziendale. Le modalità operative dovranno essere definite dalla Covip.

Arriva l’Arbitro previdenziale

Il decreto Pnrr del febbraio 2026 ha inoltre previsto la nascita dell’Arbitro previdenziale, un organismo destinato a risolvere le controversie senza ricorrere al giudice e posto sotto la vigilanza della Covip. Il modello sarà simile a quelli già operativi presso la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass: l’Arbitro bancario finanziario, l’Arbitro per le controversie finanziarie e l’Arbitro assicurativo. La competenza comprenderà le controversie relative agli strumenti di previdenza complementare, alle Casse che erogano le pensioni dei professionisti, ai fondi sanitari e alle società di mutuo soccorso entrati nel perimetro di vigilanza della Covip. Secondo il presidente della Commissione, Mario Pepe, il nuovo organismo potrebbe diventare operativo entro la fine del 2026 o nei primi mesi del 2027.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Vendita record

Villa Certosa agli Al Thani, Fininvest conferma l’offerta vincolante

Le nostre iniziative