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Compravano mcbook e iphone a prezzi stracciati ma era un bluff: la truffa messa a segno da un gruppo di sardi – Tutti i nomi

di Pietro Barghigiani
Compravano mcbook e iphone a prezzi stracciati ma era un bluff: la truffa messa a segno da un gruppo di sardi – Tutti i nomi

Dieci le persone rinviate a giudizio per truffa e riciclaggio

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Lucca I prezzi erano allettanti. Le consegne inesistenti. È passata alla cronaca come la “Truffa del Black Friday” quella che ha visto firmare bonifici per migliaia di euro con la ragionevole certezza di comprare MacBook e iPhone Apple, salvo poi scoprire che ai soldi non sarebbe mai stato corrisposto il prodotto offerto online a importi vantaggiosi. Lo erano, ma solo per chi aveva incassato il denaro dopo aver agganciato i clienti con le proposte pubblicizzate sul sito www.andreacarcassi.it.

C’è anche un imprenditore di Lucca 48enne (ha perso 3365 per pc e telefonino, ndr) tra le oltre 330 parti offese nel procedimento penale che nasce dalla raffica di querele presentate per le mancate consegne di pc e cellulari nel novembre 2021. I danneggiati vivono in tutta Italia. In Toscana risiedono tra Vecchiano, Pontedera, Firenze, Capraia e Limite, Vicchio, Barberino del Mugello, Marradi, Castagneto Carducci, Rufina, Sesto Fiorentino, Follonica, Pietrasanta, San Vincenzo, Monte Argentario, Montale, Grosseto, Campiglia Marittima, Porto Azzurro e Rosignano Marittimo. Come spesso accade, in occasione di simili trabocchetti online, il popolo del web si era mosso in tempo mettendo sull’avviso i futuri acquirenti e denunciando le mancate consegne dei prodotti hi-tech. In parallelo anche Federconsumatori di Parma aveva affrontato quella che appariva come l’ennesima truffa presentando le prime querele.

Dopo l’indagine della Guardia di finanza, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio giudizio di dieci persone. A quattro viene contestata la truffa aggravata in concorso, al resto degli imputati vari episodi di riciclaggio. La cifra del raggiro viene stimata, stando agli atti, sui 450mila euro euro.

“Truffa del black friday”: tutti i nomi

Quello che era il titolare del sito, ma che per l’accusa aveva un ruolo da prestanome, si chiama Andrea Carcassi, 41 anni, di Cagliari. Avrebbe fornito la sua identità per aprire conti correnti, partita Iva e nome commerciale della vetrina aperta sul web. Luca Farci, 37 anni, di Cagliari e la convivente Valentina Perez 35 anni, anche lei cagliaritana, sono accusati di aver curato la parte commerciale dell’attività con l’acquisto dei beni che nei primi mesi venivano inviati conquistando così la fiducia dei clienti e giudizi positivi sul sito di recensione Trust Pilot; Ignazio Cao, 37 anni, di Cagliari, sarebbe stato il reclutatore di Carcassi. I quattro devono rispondere di truffa aggravata in concorso e Carcassi, Perez e Farci anche di autoriciclaggo. Contestazione di riciclaggio per Santino Manoni, 77 anni, di Roma; Caterina Florio, 66 anni, Anagni; Monica Domenicantonio, 54 anni, a Frosinone ; Fabio Vellucci, 58 anni, di Roma; Gabriele Chen, 29 anni, di Roma, Edoardo Chen, 33 anni, di Roma.

In sostanza i sei avrebbero ricevuto i soldi che la Procura ritiene frutto della truffa per poi girarli su conti esteri di società bulgare e cinesi. Importi di cui per l’accusa conoscevano l’origine illegale e dei quali volevano oscurare il flusso per ostacolarne la tracciabilità.

Il sistema della rete criminale

Per alcuni mesi gli ordini sono stati soddisfatti. E questo ha generato una fidelizzazione della clientela e di creazione della propria credibilità attraverso recensioni positive su Trustpilot – molte reali ma alcune giudicate false – e dal comportamento puntuale e all’apparenza corretto del venditore che riusciva a vendere prodotti appena usciti sul mercato a prezzi ribassati. In occasione del Black Friday del 2021 la svolta amara per i clienti. Al pagamento chiesto con un bonifico non era seguito l’invio del prodotto. Lunedì 20 dicembre 2021 Andrea Carcassi, dopo aver ottenuto il backup del proprio sito web, lo aveva messo offline. I telefoni erano stati disattivati. Nel ricostruire la filiera di una storia estesa all’intera penisola, Federconsumatori di Parma aveva scoperto che la sede della ditta era in un edificio abbandonato e la parte logistica allo stesso indirizzo di un liceo a Roma.

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