Caldo e rischio incendi, l’Ue: «Nell’isola allerta estrema»
Fioccano le sanzioni dei forestali per i roghi: inflitti 170 mila euro di multe
Sassari L’estate del caldo senza fine. Da ieri la Sardegna ha ricominciato a fare i conti con una nuova ondata di calore che raggiungerà il culmine tra sabato e domenica, quando in diverse zone dell’isola si supereranno nuovamente i 40 gradi. Le aree dove sono attese le temperature più elevate sono quelle ormai considerate più esposte: la piana di Chilivani, la valle del Tirso e il Campidano. È la previsione del meteorologo dell’Arpas Andrea Ruiu, che descrive un aumento delle temperature graduale ma costante. Dopo alcuni giorni con valori vicini alle medie stagionali ci sarà un progressivo rafforzamento dell’anticiclone sub sahariano che riporterà condizioni di caldo molto intenso. A rendere ancora più pesante la situazione saranno le temperature minime. Sono attese nuove notti tropicali, con minime che in alcune località potrebbero restare superiori ai 25 gradi, e questo non potrà che aumentare il disagio legato all’afa. La configurazione atmosferica, tra le altre cose, appare stabile e non lascia intravedere cambiamenti significativi fino ai primi dieci giorni del mese di agosto.
L’allarme incendi
E con il caldo aumenta il pericolo incendi. Ieri, mercoledì 29 luglio, per fortuna è stata una giornata di tregua, non sono stati segnalati, infatti, roghi di medio grande dimensione. Per oggi la protezione civile ha, però, diramato l’ennesimo allerta gialla in gran parte della Sardegna. Intanto dall’Unione europea è stato segnalato un rischio estremo di incendi a partire dal 6 agosto e con l’isola indicata tra i territori con il quadro di massima allerta. «In quel periodo – ha spiegato Maria Zuber, capo Unità del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze – potrebbe essere necessaria un’azione di contrasto con un aiuto aggiuntivo dell’Unione europea». In pratica le autorità di Protezione Civile possono lanciare l’sos in qualsiasi momento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Parte così un vero e proprio conto alla rovescia. La richiesta arriva ai 37 punti di contatto degli Stati aderenti. Gli Stati membri iniziano quindi a offrire i loro mezzi aerei. Se dopo due ore la risposta spontanea non risulta sufficiente a coprire l’emergenza, Bruxelles prende in mano la situazione avviando la mobilitazione diretta della flotta RescEu. Sull’argomento interviene l’europarlamentare del Pd Giuseppe Lupo che rappresenta la Sardegna e la Sicilia nel parlamento europeo. «La speranza, ovviamente, è che dal 6 agosto la macchina regionale basti a sé stessa. Ma se il maestrale e le alte temperature dovessero innescare scenari estremi, la Sardegna saprebbe di avere le spalle coperte da un intero continente pronto a intervenire in 120 minuti».
Le sanzioni del Corpo forestale
Ammontano a 170 mila euro le sanzioni amministrative contestate questa stagione dalla stazioni forestali regionali per violazioni delle prescrizioni antincendio. Le multe più frequenti riguardano la bruciatura di stoppie e residui vegetali senza l’autorizzazione del Corpo Forestale nel periodo dal 15 maggio al 30 giugno, oltre a roghi appiccati durante il divieto assoluto in vigore dal 1° luglio, quando è vietato accendere qualsiasi fuoco in campagna. La violazione delle prescrizioni comporta multe che vanno da 5000 a 50 mila euro. In almeno 4 occasioni le condotte sanzionate hanno integrato anche il reato punito con la reclusione fino a sei anni di reclusione. Ulteriori violazioni hanno riguardato l’omessa realizzazione delle fasce di protezione mediante la rimozione della vegetazione secca e del materiale combustibile, il mancato sfalcio delle cunette stradali, la mancata manutenzione delle fasce parafuoco a protezione di insediamenti, infrastrutture e aree esposte al rischio di incendio.
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