Viagra e tumori, la molecola può frenare le metastasi: cosa dice lo studio
Il sildenafil limita la disponibilità di colesterolo necessaria ai tumori per migrare
Roma Il sildenafil, principio attivo del Viagra, potrebbe in futuro trovare applicazione anche nella lotta contro la diffusione dei tumori. Una ricerca pubblicata il 14 luglio sulla rivista scientifica Cancer Research ha individuato un meccanismo attraverso il quale il farmaco riesce a ridurre, nei modelli sperimentali, la capacità delle cellule neoplastiche di migrare e formare metastasi. Il risultato è promettente, ma non consente ancora di considerare il Viagra una terapia antitumorale.
Il sildenafil è conosciuto soprattutto per il trattamento della disfunzione erettile ed è impiegato anche contro alcune forme di ipertensione polmonare. Appartiene alla categoria degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, indicata con la sigla Pde5. Bloccando questo enzima, il medicinale aumenta nell’organismo la concentrazione di guanosina monofosfato ciclico, o cGMP, una molecola coinvolta nella dilatazione dei vasi sanguigni.
Il colesterolo resta intrappolato nelle cellule
Il gruppo di ricerca guidato dal Weizmann Institute of Science, in Israele, ha scoperto che l’aumento del cGMP produce anche un effetto differente. La molecola si lega infatti a Npc1, una proteina che permette al colesterolo di uscire dai lisosomi, piccoli compartimenti presenti all’interno delle cellule.
Quando questo trasporto viene ostacolato, il colesterolo resta intrappolato e non può essere utilizzato normalmente dalla cellula. Le cellule tumorali risultano particolarmente vulnerabili perché hanno bisogno di questa sostanza per costruire le proprie membrane, produrre energia e, soprattutto, staccarsi dal tumore originario, spostarsi nell’organismo e colonizzare altri tessuti.
Gli esperimenti, condotti su cellule tumorali umane e su modelli animali, hanno mostrato una riduzione della migrazione delle cellule e della loro capacità di generare metastasi. Il blocco del colesterolo ha inoltre alterato alcune strutture delle membrane cellulari e il funzionamento energetico dei mitocondri, rendendo più difficile la progressione metastatica.
L’effetto combinato con le statine
Le cellule neoplastiche hanno però cercato di reagire aumentando la produzione autonoma di colesterolo. Per impedire questa risposta, gli studiosi hanno associato il sildenafil alle statine, i medicinali comunemente prescritti per ridurre il colesterolo nel sangue.
La combinazione ha agito su due fronti: il sildenafil ha ostacolato il trasporto del colesterolo già presente nella cellula, mentre le statine ne hanno limitato la produzione. Nei modelli esaminati l’effetto antimetastatico è risultato più marcato rispetto a quello ottenuto utilizzando separatamente i due farmaci.
I ricercatori hanno poi confrontato i risultati di laboratorio con le informazioni sanitarie raccolte in circa vent’anni su quasi cinque milioni di assistiti del sistema israeliano Clalit. L’analisi retrospettiva ha rilevato una maggiore sopravvivenza tra i pazienti oncologici che assumevano sildenafil, con un beneficio più evidente tra coloro che utilizzavano contemporaneamente anche le statine.
Non è ancora una cura contro il cancro
Il dato clinico deve essere interpretato con cautela. Lo studio ha osservato persone che assumevano già questi medicinali e non ha sperimentato direttamente il sildenafil come trattamento somministrato dopo una diagnosi di tumore. Un’associazione statistica, inoltre, non dimostra da sola che sia stato il farmaco a migliorare la sopravvivenza o a impedire la comparsa delle metastasi.
Non è ancora possibile stabilire quali pazienti potrebbero trarne beneficio, contro quali tumori, a quali dosaggi e con quali eventuali effetti indesiderati. Le cellule cancerose, inoltre, sono capaci di modificare il proprio metabolismo e potrebbero sviluppare sistemi alternativi per procurarsi il colesterolo necessario.
La principale prospettiva aperta dalla ricerca è quindi quella del riposizionamento farmacologico: utilizzare per una nuova indicazione un medicinale già conosciuto e largamente impiegato. Prima di un’applicazione in oncologia saranno però indispensabili studi clinici controllati e randomizzati. Fino ad allora, il sildenafil non può essere considerato né utilizzato come terapia contro il cancro.
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