Caro carburante, bonus benzina in busta paga: il governo valuta un aiuto fino a 200 euro
Chi potrebbe beneficiare dell’aiuto di Stato
Il governo valuta un nuovo bonus benzina fino a 200 euro per aiutare lavoratori e famiglie a fronteggiare il caro carburanti. Tra le ipotesi allo studio c’è la possibilità di utilizzare la busta paga come canale per riconoscere il beneficio, riprendendo il modello adottato nel 2022 dal governo guidato da Mario Draghi.
All’epoca le aziende private potevano riconoscere ai dipendenti buoni carburante fino a 200 euro, senza che l’importo concorresse alla formazione del reddito imponibile. Il nuovo intervento potrebbe però avere una platea più selettiva, con l’obiettivo di concentrare le risorse sui redditi più bassi. Tra le possibilità c’è quindi un contributo fino a 200 euro per i dipendenti, eventualmente accompagnato da uno strumento diverso per autonomi e partite Iva.
L’importo, tuttavia, non è ancora definitivo e resta da stabilire se il governo sceglierà effettivamente la busta paga per trasferire l’aiuto. Due ipotesi: bonus da 200 euro o contributo da 100 euro.
Accanto al modello del bonus aziendale è stata avanzata una seconda proposta, basata direttamente sulla condizione economica delle famiglie. L’ipotesi prevede per il 2026 un fondo da 1 miliardo di euro destinato ai nuclei con Isee fino a 20mila euro, con un buono carburante fino a 100 euro. Si tratta di una proposta e non di una misura già approvata dal governo. Il confronto tra le due formule porta quindi a due possibili modelli: da una parte un bonus fino a 200 euro riconosciuto dal datore di lavoro, sulla scia dell’esperienza del 2022; dall’altra un contributo pubblico fino a 100 euro destinato alle famiglie con Isee più basso. Gli importi potrebbero comunque cambiare durante l’iter legislativo.
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