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Affitti brevi e emergenza abitativa, sindaci divisi sulla norma in discussione in Europa – Le reazioni

Affitti brevi e emergenza abitativa, sindaci divisi sulla norma in discussione in Europa – Le reazioni

Parola a Massimo Zedda, Settimo Nizzi e Giuseppe Mascia

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Sassari La norma in discussione in Europa raccoglie pareri contrastanti anche tra i sindaci sardi.

Cagliari

Per il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda una regolamentazione degli affitti brevi è necessaria, ma dovrà tenere conto della particolare storia e della situazione abitativa della città. «Cagliari per anni ha avuto una carenza di strutture alberghiere e questo vuoto è stato colmato dai privati, da singole persone che hanno destinato uno o più appartamenti a b&b e affittacamere. L’extra-alberghiero ha quindi svolto una funzione importante per la capacità di accoglienza turistica della città. Oggi però, a distanza di tanti anni, è giusto fare un’analisi dei dati. A Cagliari moltissime abitazioni sono state destinate a queste attività e quelle che sono rimaste sul mercato hanno prezzi molto alti e sono state sottratte alla residenza. Il fenomeno è particolarmente forte alla Marina e a Castello, meno a Villanova e Stampace. Ma bisognerà stare molto attenti alle regole che verranno adottate: se si interviene bloccando o limitando alcune zone del centro storico si rischia di spostare il fenomeno altrove, per esempio a San Benedetto, dove ancora molti figli o nipoti possono ereditare una casa e tornare a vivere lì. Non dobbiamo pensare di risolvere il problema sottraendo la disponibilità di abitazioni in altre parti della città. Per questo le regole locali andranno costruite con molta attenzione». Zedda mette però in guardia dall’idea che la sola stretta sugli affitti brevi possa risolvere il problema della casa. «Serve definire le regole, ma l’intervento pubblico, è fermo da troppo tempo. Sono mancate, da parte del governo, politiche serie sulla casa, non sono stati immessi sul mercato immobili a prezzi calmierati e non sono state attivate misure per aiutare chi deve pagare un affitto».

Olbia

Per il sindaco di Olbia Settimo Nizzi il problema della casa esiste ed è serio, ma non può essere ricondotto semplicemente alla diffusione degli affitti brevi. «Penso che questa proposta sia di difficilissima attuazione. Per determinate zone, ben delimitate, potrebbe anche essere utile, però bisogna stare attenti a non creare discriminazioni tra proprietari che hanno già fatto questa scelta e altri che invece vorrebbero farla. A Olbia il problema di trovare una casa c’è, ma a mio parere la causa non è l’affitto breve: quello è spesso il modo scelto dal proprietario per mettere a reddito il proprio bene avendo la certezza di riottenerlo a una determinata data. Se si vuole aumentare il numero degli affitti a lungo termine bisogna dare al proprietario la possibilità di rientrare in possesso del proprio bene con regole certe. Oggi chi affitta per un lungo periodo può avere difficoltà a riottenere la casa. È anche per questo che molti scelgono altre formule o preferiscono non affittare». Nizzi non esclude comunque che i nuovi strumenti europei possano essere utilizzati in alcune parti della città, compreso il centro storico, qualora la presenza degli affitti brevi diventasse tale da incidere sulla residenza stabile. «Se ci accorgessimo che un quartiere si sta completamente svuotando, è chiaro che cercheremo di porre rimedio».

Sassari

Positivo il giudizio del sindaco di Sassari Giuseppe Mascia che parte da un fatto: «Nella nostra città non registriamo ancora gli effetti negativi degli affitti brevi ma i numeri della crescita turistica e della ricettività extra alberghiera sono in progressiva crescita. Per questo accogliamo molto favorevolmente che il fenomeno delle locazioni brevi possa essere accompagnato da regole chiare come quelle che sta proponendo la Commissione Europea. In questo modo si potrà garantire che un segmento economico come quello della ricettività turistica possa continuare a crescere in maniera armonica rispetto alle esigenze della città e della comunità residente. Tra l’altro – conclude Mascia – stiamo investendo molto sulla capacità di attrarre a Sassari nuovi residenti: ad esempio nomadi digitali. In questa direzione stanno andando gli investimenti che stiamo portando avanti in diverse zone della città e nel centro storico». ( massimo sechi)

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