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Nautica regionale alla Fiera di Cannes, presto un’imbarcazione con Ai per salvare i migranti – Il progetto

di Paolo Ardovino
Nautica regionale alla Fiera di Cannes, presto un’imbarcazione con Ai per salvare i migranti – Il progetto

Francesco Pirro, ceo di Novamarine: «La presenteremo in anteprima a Parigi»

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Cannes Nel panorama della nautica regionale, Novamarine è l’azienda leader per fatturato. La postazione lungo il pontile del Cannes yachting festival dal quale parla Francesco Pirro, ceo dell’azienda, si trova in mezzo ad alcuni grandi marchi internazionali, dalla Spagna alla Polonia.

La recente vendita del suo maxi-rib Bs260 ha fatto molto parlare perché è il gommone più lungo al mondo. La fiera sta per finire, com’è andata?

«Bene, abbiamo confermato tanti contatti a livello internazionale. Adesso andremo a Monaco, poi a Genova e a Parigi».

Si è parlato tanto del vostro gommone più lungo del mondo, quando sarà pronto?

«La consegna è prevista per l’estate 2028. Sì, è lungo 26 metri, largo sette, si farà notare».

Chi l’ha acquistato?

«Un cliente ormai storico, italiano, che ci ha dato fiducia comprandolo sulla carta. Questo ci fa capire che siamo un marchio maturo. Più di quindici anni fa è successa una cosa simile, abbiamo venduto un 22 metri a Roberto Cavalli che aveva visto solo sulla carta».

In Costa Azzurra la Sardegna si è presentata con ambizioni di crescita del settore nautico.

«Si stanno facendo sforzi a nord e a sud. Sulla cantieristica, quello di Olbia è uno dei poli più importanti a livello nazionale, affacciato sul mare. Le nostre strutture competono anche sul piano internazionale. Il punto è che da altre parti, penso alla Toscana, alla Liguria o a località sull’Adriatico, vanno avanti da generazioni e generazioni. Nell’isola adesso stiamo assistendo al ricambio della seconda generazione. Ci sono maestranze che dobbiamo adeguare alla nuova nautica».

I corsi universitari di UniOlbia sono davvero una soluzione concreta?

«Sì, conto molto su Ingegneria navale. Sia come Sno che come Novamarine abbiamo dato disponibilità ad accogliere studenti nei cantieri, abbiamo anche portato in visita i più piccoli per far avvicinare la nuova generazione a questo mondo: è un settore bello esteticamente e con retribuzioni importanti. Con Novamarine abbiamo firmato da poco un protocollo con l’Università di Cagliari per sviluppo e ricerca sui nostri progetti».

Qual è un progetto su cui state puntando molto?

«A novembre a Parigi presenteremo in anteprima un’imbarcazione di 5 metri con guida autonoma: sarà dedicata al salvataggio».

Come funziona?

«Ci sarà una persona che lo guiderà a distanza, anche da parecchie miglia. Avrà sistemi di salvataggio, servirà per pattugliamenti in mare e per salvare i migranti in attesa dell’arrivo della motovedetta».

Sarà destinato alla nostra guardia costiera?

«Non solo, è un progetto internazionale. E nel giro di 12 mesi l’imbarcazione si muoverà da sola, con l’intelligenza artificiale».

La chiave per trainare la nautica sarda?

«L’innovazione. Nel nostro piccolo destiniamo gran parte dei soldi allo sviluppo di nuove tecnologie. Nella nautica in generale inviterei molti a levare i nomi e i loghi dalle barche: sono uguali, seguono le mode. Noi prevediamo di crescere nel settore delle barche professionali»

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