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Economia del mare

Fiera di Cannes: «Torniamo con più certezze sulla nautica dell’isola» – Il bilancio e gli studi in corso

di Paolo Ardovino
Fiera di Cannes: «Torniamo con più certezze sulla nautica dell’isola» – Il bilancio e gli studi in corso

Dopo la Costa Azzurra la prossima tappa è il salone di Genova

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Inviato a Cannes Corinne ha poco più di vent’anni, è di Parigi e sta lavorando a Cannes per la stagione estiva. Sta fuori al bar “Primo amore”, una strada parallela di rue d’Antibes, al centro della città della Costa Azzurra. Un locale dopo l’altro, hanno quasi tutti nomi italiani, tanto che un ristorante si chiama proprio “Angolo italiano” e gli accenti tra la folla della movida, da queste parti, vanno dalla Toscana alla Lombardia alla Liguria. I piani alti degli edifici sembrano fermi a decenni fa. Nel bitume per l’asfalto delle vie pedonali dello shopping hanno avuto l’idea di metterci anche il vetro riciclato, così le strade brillano alla luce del sole e delle insegne e tutto il centro diventa instagrammabile. «C’est le boat show», spiega Corinne, che ferma decine di passanti per invitarli a sedersi per un drink. Una fiumana di persone così non si vede sempre, è l’effetto della fiera nautica, dice. La mattina dopo, nell’ultimo giorno, molti espositori cominciano a smontare gli stand e salutare i vicini di padiglione.

«C’è più consapevolezza»

Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura che sta portando avanti il piano di crescita della nautica sarda della Regione, attraversa la terrazza del Palais des festivals dalla quale si vede tutto il Vieux-Port e in lontananza il Port Canto. «L’anno scorso alla prima partecipazione guardavamo ammirati tutto questo. Oggi c’è più consapevolezza, abbiamo affrontato l’esperienza con senso critico e avviato maggiori confronti», spiega Fideli. La presenza tra i big dell’economia del mare aveva un senso preciso. Anzi, tre: «Siamo partiti dalla promozione della nostra isola, ma poi ci siamo spostati sul contatto con possibili imprenditori e sulla formazione». Intende l’agency di alta formazione del Cipnes che prevede corsi post diploma per chi è senza lavoro e può pensare di diventare «operaio o dirigente» nel settore delle barche e delle navi. Soprattutto però formazione universitaria, con gli studi lanciati da università di Cagliari e Sassari. «Stiamo definendo la Pte – cioè la struttura nella zona industriale che accoglierà studenti e istituti che hanno a che fare con l’innovazione –, ma abbiamo già in progetto la costruzione di un nuovo stabile gemello per ospitare i corsi di ingegneria navale, di aeronautica e laboratori dedicati». Intanto nella fiera c’è chi si prepara allo sbarco in Sardegna. Il gruppo Besnati ha presentato Hurlo 325, un avveniristico gommone dotato di turbo e che si ispira alle supercar. Davide Besnati, fondatore del nuovo marchio, annuncia: «Prevediamo l’apertura di due sedi nel nord Sardegna».

Report e studi

La Regione si è presentata con un report del Centro studi Cipnes-UniOlbia che ha rivelato alcuni numeri interessanti: primo tra tutti la presenza di superyacht – quindi oltre i 24 metri – da giugno ad agosto. Ben 3.176 hanno ormeggiato solamente nelle coste da Santa Teresa a San Teodoro. Al salone di Genova tra due settimane porterà uno studio affidato all’istituto Tagliacarne per fare luce sulle filiere dietro alla nautica. A dicembre un altro affidato ad Ambrosetti studierà gli impatti reali della presenza degli yacht. Lo dice anche il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni: «Essere a Cannes è stato importante per lo scambio di buone pratiche con altre realtà, a questo punto dobbiamo essere capaci di intercettare il fenomeno importante dei superyacht, non subire solamente la forte presenza nelle coste ma renderla un punto di partenza verso la blue economy». L’83% del comparto, a leggere i dati export, si muove in Gallura ma il dialogo con gli altri consorzi industriali regionali è avviato, spiega Fideli: «Abbiamo trovato grande disponibilità. La Regione ci segue, anche economicamente, è il caso delle risorse destinate alla progettazione di carburanti rinnovabili, noi portiamo avanti il progetto di biofuel dai rifiuti urbani. Un tema caro alla presidente Todde e ai due assessori di riferimento, Meloni e Cani».

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