L’iniezione letale per la condannata a morte Christa Pike fallisce due volte – Ecco che cosa è successo
Il tribunale federale aveva sospeso l’esecuzione, poi autorizzata dalla Corte suprema
Il 30 settembre 2026 doveva essere il giorno dell’esecuzione di Christa Pike, la cinquantenne americana condannata alla pena capitale per un brutale omicidio commesso quando aveva appena 18 anni. Il suo caso è tornato prepotentemente al centro del dibattito internazionale non solo per l’estrema giovinezza della donna all’epoca del reato, ma anche per i drammatici risvolti delle ultime ore, che hanno visto l'ennesimo rinvio a causa di un fallimento tecnico della procedura. Se l'iniezione letale fosse andata a buon fine, Pike sarebbe diventata la prima donna giustiziata in Tennessee da oltre due secoli.
Secondo quanto riferito dagli avvocati, l’esecuzione con iniezione letale sarebbe fallita a causa di problemi alle vene e al farmaco utilizzato. La donna è stata trasferita in ospedale per ricevere le cure necessarie. Ieri 30 settembre un tribunale federale aveva sospeso l’esecuzione, poi autorizzata dalla Corte suprema.
La storia La sua infanzia fu segnata da abusi, poi la condanna per omicidio nel 1996 a 18 anni, 32 anni trascorsi in carcere. L'esecuzione sospesa un'ora prima, il via libera finale della Corte suprema, poi i funzionari del carcere "non riescono" a uccidere la donna
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