La Nuova Sardegna

L’inchiesta bis

Caso Garlasco, le intercettazioni choc della madre di Andrea Sempio: «Maledetta Chiara»

Caso Garlasco, le intercettazioni choc della madre di Andrea Sempio: «Maledetta Chiara»

Al centro delle discussioni anche l’impronta delle scarpe e i dubbi sul generale del Ris Garofano

3 MINUTI DI LETTURA





«Venerdì l'hanno chiamato a prendere le misure...ma perché non gliele avete prese a Stasi? A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo... venti anni dopo che è venti chili in più... e l'unica cosa che gli è rimasta uguale all'epoca è il numero di scarpe che aveva il 44 all'epoca e ce l'ha ancora adesso...ma il resto del fisico cambia».

In un'intercettazione telefonica captata il 28 ottobre 2025, a parlare è Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi. La conversazione è ritenuta "rilevante" ed è nell'informativa che i carabinieri del nucleo Investigativo di Milano hanno consegnato alla Procura di Pavia che indaga sul delitto di Garlasco per cui è stato condannato l'allora fidanzato della ventiseienne Stasi.

Le nuove intercettazioni ambientali, registrate nell'autunno del 2025 e recentemente depositate, rivelano la disperazione e la rabbia della famiglia di Andrea Sempio. 

Le frasi choc contro la famiglia Poggi

Nelle carte dell'inchiesta spuntano dialoghi rubati dai microfoni degli inquirenti che catturano lo sfogo della donna. In un momento di rabbia, Daniela Ferrari si lascia andare a una frase pesante nei confronti della vittima e dei suoi familiari: «Maledetta Chiara, i Poggi che non li fai morire».

Il nodo delle impronte delle scarpe

Un altro filone caldissimo delle intercettazioni riguarda gli accertamenti tecnici ordinati dalla Procura, in particolare la convocazione di Andrea Sempio per il rilevamento delle misure del piede e della mano, al fine di confrontarle con le tracce lasciate dall'assassino sulla scena del crimine. Nelle conversazioni registrate il 1° ottobre 2026, la madre contesta duramente i metodi investigativi: «Venerdì l'hanno chiamato a prendere le misure… ma perché non gliele avete prese a Stasi? A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo… venti anni dopo che è venti chili in più… Andrea di uguale a venti anni fa ha solo il numero di scarpe, ha il 44».

Secondo la linea difensiva della famiglia, supportata da consulenze tecniche, l'impronta dell'assassino apparterrebbe a un piede sensibilmente più corto rispetto a quello di Andrea Sempio, escludendolo di fatto dalla scena.

I sospetti sui consulenti e la tesi del complotto

Dalle intercettazioni emergono anche i forti dubbi della famiglia Sempio nei confronti di figure chiave della prima inchiesta, come il generale Luciano Garofano (consulente dei Poggi) e il perito Roberto Tizzoni. In uno dei passaggi, i familiari si dicono convinti che vi sia il timore che emerga una verità diversa da quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi: «Garofano e Tizzoni hanno paura esca fuori un'altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi, ma se sanno di aver fatto le cose bene, perché hanno paura?» 

Il dramma intimo: «Gli ho rovinato la vita»

Accanto alla rabbia, i file audio restituiscono anche il pianto e il senso di colpa di Daniela Ferrari. In un momento di cedimento emotivo con il marito, la donna scoppia in lacrime parlando dello scontrino di un negozio (usato a suo tempo come alibi per il figlio): «Gli ho rovinato la vita ad Andrea... è colpa mia se gli ho detto di conservare lo scontrino». Questi nuovi atti, insieme alle lettere inviate in passato dalla Ferrari ad Alberto Stasi e al flusso di denaro sospetto per le indagini difensive del 2017, sono ora al vaglio dei magistrati di Brescia per fare luce su quello che sembra essere diventato un infinito e intricato secondo capitolo del giallo di Garlasco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La politica

Colpo di scena in consiglio regionale: la maggioranza si spacca, un provvedimento della giunta bocciato con il voto segreto – Che cosa è successo

Le nostre iniziative