Liste d'attesa, i tempi in Sardegna si allungano: i dati di Agenas
Fra le regioni con tempi che evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, gli ospedali sardi non migliorano
Sassari La sanità italiana si muove a due velocità, stretta tra un aumento complessivo dell'efficienza e un nocciolo duro di inefficienze territoriali che penalizza milioni di cittadini: fra le regioni italiane che registrano ancora tempi lunghi per le visite, c’è la Sardegna, maglia nera di un sistema che – in alcuni casi – stenta a migliorare nelle performance. Questa la fotografia in chiaroscuro scattata dal nuovo Bollettino trimestrale sulle liste d'attesa di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato al 30 settembre 2026.
Il caso Sardegna e il crollo dei tempi per le visite
L'analisi territoriale di AGENAS mette in luce profonde disuguaglianze tra Nord e Sud. Sul fronte delle prime visite specialistiche, quattro regioni restano sotto la soglia critica del 70% di rispetto dei tempi d'attesa: Friuli-Venezia Giulia (67,8%), Sardegna (64,3%), Umbria (62,7%) e Puglia (55,3%).
Le differenze tra le Regioni
I dati, estratti dalla Piattaforma Nazionale (PNLA), registrano un incremento record dell'attività: nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 a 21,8 milioni, con un balzo in avanti di oltre 2 milioni di prestazioni (+10%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Aumentano sia le prime visite (+8,3%) sia gli esami diagnostici (+13,3%). Di pari passo, migliora la quota media nazionale di rispetto dei tempi di garanzia, che sale al 78,6% per le visite (era al 76,9%) e all'85% per la diagnostica (era all'83,3%).
L'ombra dei ritardi: 4 milioni di prestazioni "fuori tempo"
Dietro la spinta positiva dei grandi numeri si nasconde però un dato allarmante: sono circa 4 milioni le prestazioni sanitarie erogate oltre i tempi massimi stabiliti dalla legge. Una criticità sollevata con forza anche dai sindacati, con la UIL che parla di un «servizio sanitario in affanno e inefficiente» a causa delle carenze strutturali di organico e delle debolezze della medicina territoriale.
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