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Sassari

La sentenza

Porto Torres, omicidio del poeta di strada Mario Sedda: l’imputato Emanuele Sircana condannato a 17 anni

di Luca Fiori
Porto Torres, omicidio del poeta di strada Mario Sedda: l’imputato Emanuele Sircana condannato a 17 anni

La difesa del 21enne, minorenne all’epoca dei fatti, annuncia l’intenzione di fare appello

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Sassari Diciassette anni di reclusione per l’omicidio di Mario Sedda, il poeta di strada di Porto Torres ucciso nel marzo 2021. Il 21enne Emanuele Sircana è stato condannato dal Tribunale per i Minorenni di Sassari, che ha riconosciuto le attenuanti e lo ha assolto con formula piena dall’accusa di vilipendio di cadavere. Una pena inferiore rispetto ai 26 anni chiesti dalla Procura. La difesa si prepara ora a impugnare la sentenza.

La vicenda risale alla notte tra il 29 e il 30 marzo 2021, quando Sedda, 39 anni, venne ucciso. Il suo corpo fu ritrovato il primo aprile in una zona verde all’ingresso di Porto Torres, tra via dell’Erica e via Sassari. La morte del poeta di strada aveva dato il via alle indagini per ricostruire le ultime ore della vittima e individuare le responsabilità del delitto. Nel processo a carico di Sircana, all’epoca minorenne e che si è sempre proclamato innocente, l’accusa ha sostenuto la sua responsabilità nell’omicidio, contestandogli anche il porto di un coltello e il vilipendio di cadavere, legato alla presunta deturpazione del corpo dopo la morte. Proprio su quest’ultimo capo è arrivata l’assoluzione.

La condanna a 17 anni è stata pronunciata al termine del rito ordinario, senza la riduzione di pena prevista per chi sceglie il rito abbreviato. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni e rappresenteranno il passaggio decisivo per l’appello. In aula erano presenti anche gli avvocati della famiglia Sedda, Pietro Diaz e Costantino Biello. «È stata una giornata particolarmente impegnativa e dolorosa per Emanuele, per la sua famiglia e per questa difesa», ha dichiarato l’avvocata Alessandra Del Rio, che ribadisce la convinzione dell’innocenza del suo assistito. «Riteniamo che il quadro indiziario non presenti i requisiti necessari a sostenere un’affermazione di responsabilità penale e che non sia stato superato il ragionevole dubbio».

La difesa ha contestato in particolare l’attendibilità del testimone chiave e le incongruenze che, a suo giudizio, emergerebbero dalla ricostruzione accusatoria. Tra gli elementi che intende sottoporre nuovamente all’attenzione dei giudici c’è anche la ferita alla mano sinistra di Sircana, che è destrorso. L’appello sarà presentato dopo l’esame delle motivazioni, con l’obiettivo di ottenere una nuova valutazione della condanna. Subito dopo la lettura della sentenza, il giovane si è rivolto alla propria legale con una frase: «Andiamo avanti. Togliamoci dieci anni alla volta». Parole che segnano la reazione alla decisione dei giudici e anticipano la volontà della difesa di proseguire la battaglia giudiziaria.

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