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Tredicesima 2026, ecco quando arriva: tutte le date e chi può ricevere fino a 154 euro in più

Tredicesima 2026, ecco quando arriva: tutte le date e chi può ricevere fino a 154 euro in più

Per i dipendenti pubblici l’accredito è atteso a metà mese, mentre nel settore privato le date dipendono dai contratti collettivi

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Roma Con novembre alle porte, comincia il conto alla rovescia per Natale e per l’arrivo della tredicesima. Pensionati e lavoratori dipendenti, però, non riceveranno la somma nello stesso giorno.

I primi saranno i pensionati. Poiché il 1° dicembre 2026 cade di martedì ed è il primo giorno bancabile del mese, pensione e tredicesima saranno corrisposte insieme, sia per gli accrediti bancari sia per quelli alle Poste.

Per i dipendenti pubblici gestiti da NoiPA, la mensilità aggiuntiva arriverà insieme allo stipendio di dicembre, con pagamento anticipato rispetto alla scadenza ordinaria. L’accredito è atteso intorno alla metà del mese: il 15 dicembre è la data indicata dalle previsioni, ma il calendario ufficiale deve ancora essere confermato.

Nel settore privato, invece, non esiste una scadenza valida per tutti. I tempi sono stabiliti dai contratti collettivi e dagli accordi aziendali. In genere la tredicesima viene versata prima di Natale, insieme allo stipendio oppure con un pagamento separato.

Per i pensionati con redditi contenuti è previsto anche un importo aggiuntivo fino a 154,94 euro. Il beneficio viene riconosciuto quando la pensione annua non supera 8.108,99 euro, il reddito personale imponibile ai fini Irpef resta entro 11.931,08 euro e, per chi è sposato o unito civilmente, il reddito complessivo della coppia non oltrepassa 23.862,15 euro. In quest’ultimo caso devono essere rispettati entrambi i limiti.

Il bonus spetta per intero a chi percepisce una pensione annua non superiore a 7.954,05 euro. Oltre questa cifra si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento della soglia di 8.108,99 euro.

Per esempio, un pensionato non sposato con un trattamento annuo di 7.500 euro e un reddito personale di 9mila euro riceverà tutti i 154,94 euro. Con una pensione di 8mila euro il contributo scende a 108,99 euro, mentre con 8.050 euro si ferma a 58,99 euro. Nulla è dovuto se la pensione raggiunge 8.110 euro, se il reddito personale supera 11.931,08 euro oppure, per una coppia, se quello complessivo oltrepassa 23.862,15 euro.

L’importo aggiuntivo riguarda le pensioni previdenziali. Sono escluse le prestazioni assistenziali, come l’assegno sociale e l’invalidità civile. Il pagamento viene effettuato automaticamente dall’Inps sulla base dei dati disponibili. Se la somma non viene riconosciuta pur in presenza dei requisiti, il pensionato può presentare una domanda di ricostituzione.

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