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Trasporti aerei

Continuità territoriale, Aeroitalia conferma l’addio

di Andrea Massidda
Gaetano Intrieri amministratore delegato di Aeroitalia
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Gaetano Intrieri amministratore delegato di Aeroitalia

L’ad Gaetano Intrieri: «Il nostro obiettivo sarà chiudere questa fase in tempi rapidi, possibilmente entro gennaio 2027»

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Cagliari Aeroitalia si prepara a lasciare la continuità territoriale della Sardegna. «Non ci sono più le condizioni, eviteremo comunque disservizi ai cittadini», dice l’ad Gaetano Intrieri, che ha annunciato l’uscita dal servizio al termine del confronto di questo pomeriggio, 2 novembre, in videoconferenza con ministero dei Trasporti, Regione ed Enac.

Al centro del confronto, il caro carburante, i ristori mai arrivati e le compensazioni economiche richieste dalla compagnia, che denuncia ritardi e una sproporzione tra gli extracosti sostenuti e le risorse riconosciute.

La continuità territoriale aerea della Sardegna rischia dunque di perdere il vettore che opera su 5 delle 6 rotte totali con Milano e Roma. «Già a marzo - ricordato Intrieri -  Aeroitalia aveva segnalato le criticità legate al forte aumento del prezzo del carburante, cresciuto del 150% rispetto a febbraio». In quella fase l’Enac era intervenuto tempestivamente, arrivando a un passo dall’emanazione di un decreto di compensazione.  «In Sardegna, però – ricorda Intrieri -il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio – aggiunge – la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e Ita Airways, da ripartire in base all'attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull'erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la continuità territoriale dell'isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa».

Una situazione che, secondo la compagnia, ha prodotto un divario ormai difficile da sostenere. «In questo periodo – ha spiegato Intrieri – il prezzo medio del carburante è stato di 1.460 euro a tonnellata, contro i circa 630 stimati dal bando. Per Aeroitalia questo ha significato un extracosto di 18,4 milioni di euro. Dai conteggi della Regione con l'Enac risulta invece che, per il periodo da aprile a settembre, ci spetterebbero appena 2,6 milioni».

Numeri che portano la compagnia a mettere in discussione la prosecuzione del servizio. «Alla luce di questi numeri – prosegue l'amministratore delegato – riteniamo che non ci siano più le condizioni per continuare a operare. Lo dico con chiarezza: non ci saranno disservizi per i cittadini. Vogliamo però concordare con la Regione, in un clima di collaborazione, una conclusione ordinata del rapporto, che è ormai ai titoli di coda. Lo faremo in modo responsabile, senza strappi né prove di forza. Ma è arrivato il momento di parlare seriamente di cosa significhi fare impresa: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 persone, quasi la metà delle quali in Sardegna».

L’uscita dalla continuità territoriale, nelle intenzioni dell’azienda, dovrà avvenire in tempi rapidi, senza compromettere la regolarità dei collegamenti e aprendo una nuova fase per il vettore. «Il nostro obiettivo – conclude Intrieri – sarà chiudere questa fase in tempi rapidi, possibilmente entro gennaio 2027, per concentrarci su modelli di business più sostenibili, che valorizzino i nostri sforzi e tutelino il futuro della compagnia e delle persone che ci lavorano».

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