Sgominata una baby gang a Sassari, rapine e minacce ai coetanei: custodia cautelare per due minorenni – Cosa sappiamo
Sottratti cappellini, scarpe e denaro ad altri ragazzi. Le indagini dei carabinieri, tra testimonianze e video, ricostruiscono episodi ripetuti. Coinvolti anche altri due ragazzini minori di 14 anni e non imputabili
Sassari Seminavano terrore tra coetanei con rapine e tentativi di estorsione su autobus e fermate della città di Sassari. Due minorenni sassaresi sono stati raggiunti, mercoledì 25 marzo, da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri della stazione di Sassari, accusati di rapina aggravata, tentata estorsione, violenza privata e minaccia ai danni di coetanei.
La notizia è stata data solo oggi, 3 aprile, dal comando provinciale dell’Arma. Il caso più grave risale al 22 febbraio scorso in via Manno, quando i due ragazzi, senza apparente motivo, avevano sottratto con la forza e minacciando un loro coetaneo un cappellino di marca presso una fermata dell’autobus. Un gesto che aveva fatto emergere un quadro di intimidazioni e aggressioni ripetute nei confronti di giovani della città.
Le indagini hanno rivelato che gli stessi ragazzi erano già protagonisti di un episodio simile lo scorso 9 gennaio. Durante un viaggio su un autobus in via Tavolara, avevano tentato di estorcere una piccola somma di denaro a un altro minore. Non riuscendo nell’intento, lo avevano privato delle scarpe da ginnastica, cercando poi di venderle ad altri ragazzi, e successivamente avevano sottratto il giubbino, appropriandosi infine di una scatola di cioccolatini.
Dalle attività investigative, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Sassari, e supportate dall’analisi di testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza dei mezzi pubblici, è emerso che non si trattava di episodi isolati. Le azioni dei due giovani erano spesso compiute in concorso con altri due minorenni, entrambi sotto i 14 anni e quindi non imputabili.
Uno dei due indagati è stato trasferito in una comunità per minori con obbligo di permanenza nella struttura e inserimento in un percorso educativo, mentre l’altro è stato sottoposto alla misura della permanenza domiciliare.
