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Il luogotenente Secchi va in pensione: una vita in divisa – Il saluto delle comunità

di Franco Cuccuru
Il luogotenente Secchi va in pensione: una vita in divisa – Il saluto delle comunità

Incarichi di rilievo in Sardegna e nella Penisola, tante le medaglie ottenute per senso del dovere e professionalità

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Uri Dopo oltre 42 anni nei carabinieri, il luogotenente carica speciale Matteo Secchi ha lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti di età, chiudendo una carriera contraddistinta da impegno operativo e profondo legame col territorio. Originario di Uri, si arruolò nel 1983 ad Iglesias. Dopo le prime esperienze tra Modena e Piacenza, proseguì la formazione a Velletri e Firenze, iniziando un percorso professionale dapprima nella provincia di Roma e poi dal 1994 in Sardegna.

Da allora un susseguirsi di incarichi di rilievo: dal comando dell’Aliquota Radiomobile di pronto intervento in Alghero, alla Stazione di Ittiri e dal 2012 a Usini, diventando negli anni un punto di riferimento per le comunità locali. Nel corso della carriera, di cui gli ultimi trent’anni trascorsi da comandante, ha maturato una vasta esperienza operativa, partecipando a numerose e complesse indagini. Vari gli episodi significativi che ricorda, come il salvataggio da morte certa dalle fiamme della propria abitazione di un ragazzo, operazioni legate all’arresto di pericolosi latitanti, tentativi di cattura di terroristi palestinesi a Fiumicino, processi o sopralluoghi in Sicilia assieme a pentiti di mafia con il costante timore di incappare in agguati tesi dai clan rivali. Importanti collaborazioni anche accanto a magistrati per seguire complesse inchieste. Titolato di numerose specializzazioni e brevetti è stato insignito anche con Medaglia Mauriziana per i 10 lustri di carriera militare senza demerito, distintivo di merito con granata in bronzo e Argento per lungo Comando, Croce anzianità d’Argento, Oro, ed anche Oro con stelletta, Medaglia in Bronzo, Argento e d’Oro, al merito di lungo Comando senza demerito. Tributato con Encomio per “elevata professionalità, alto senso del dovere e spiccato intuito investigativo” e giudicato come servizio “eccellente” da oltre sei lustri.

«Porterò sempre l’Arma nel cuore» ha dichiarato, e conclusa la carriera si dedicherà ora alla famiglia e alle proprie passioni, fra cui spicca la Protezione civile, con la quale ha prestato la sua opera di soccorritore in favore dei terremotati del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016. Con il congedo si chiude una carriera segnata da dedizione, esperienza e spirito di servizio, che lascerà un’eredità importante per l’Arma e per il territorio.

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