Non ci fu malversazione, assolta la San Martino: parte dei soldi fu usata per pagare gli stipendi ai dipendenti – La sentenza
Utilizzo Fondi europei: l tribunale scagiona la storica società che produceva acqua minerale. Gli impianti sono fermi dall’aprile 2025
Sassari Assoluzione piena per la San Martino Srl nel processo per malversazione relativo all’utilizzo di fondi europei destinati all’azienda. La decisione è stata pronunciata dal collegio del tribunale di Sassari presieduto da Giancosimo Mura (a latere Sara Pelicci e Stefania Mosca Angelucci), che ha accolto le argomentazioni della difesa rappresentata dall’avvocato Carlo De Cesaro. La storica società che per decenni ha prodotto l’acqua minerale più amata nel nord della Sardegna era accusata di aver destinato a finalità diverse una parte dei finanziamenti comunitari ricevuti, pari a circa 71mila euro, arrecando così un danno al bilancio dell’Unione Europea. A sostenere l’accusa nel procedimento era la Procura europea, rappresentata in aula dal pubblico ministero Alberto Pioletti.
L’assoluzione
Il collegio giudicante ha sostanzialmente ritenuto non dimostrati alcuni presupposti essenziali per affermare la responsabilità dell’ente. In particolare, secondo quanto sostenuto dalla difesa e recepito nella decisione, l’accusa non è riuscita a fornire prova della cosiddetta “colpa di organizzazione”, elemento necessario per una condanna della società ai sensi della normativa sulla responsabilità degli enti. Inoltre, è stato ritenuto carente anche l’elemento psicologico richiesto dalla fattispecie contestata. Nel corso del processo l’avvocato De Cesaro ha evidenziato come la San Martino stesse attraversando una grave crisi economica nel periodo in questione. Parte delle somme ricevute sarebbe stata utilizzata per garantire il pagamento degli stipendi ai dipendenti, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali. Non appena le condizioni finanziarie lo hanno consentito, la società avrebbe inoltre provveduto a reintegrare parzialmente il conto dedicato ai fondi comunitari. Il successivo sequestro disposto dalla Procura avrebbe però impedito il completamento della restituzione delle somme utilizzate.
Il futuro dell’azienda
L’assoluzione arriva mentre il futuro della storica azienda resta avvolto nell’incertezza. Gli impianti sono fermi dal 4 aprile 2025, data in cui il Tribunale di Sassari ha respinto la proposta di concordato preventivo, ravvisando gravi criticità e avviando la procedura di liquidazione giudiziale della San Martino Srl, con conseguente sospensione dell’attività produttiva. A oltre un anno di distanza, la situazione è ancora bloccata. Il curatore della procedura conserva tuttora le chiavi dello stabilimento nonostante il passaggio di consegne annunciato nei mesi scorsi. La Città Metropolitana di Sassari, proprietaria delle fonti e degli impianti, non ne ha ancora assunto formalmente la disponibilità e, al momento, non si registrano sviluppi concreti né sul fronte del bando per una nuova gestione né su quello di una possibile riapertura del sito produttivo.
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