Ucciso nella sede del 118: l’omicidio di Marco Pusceddu commissionato per 15 mila euro. L’ex compagna tra i quattro arrestati – VIDEO
L’indagine, coordinata dalla Procura di Sassari è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sassari con il supporto dell’Anticrimine di Cagliari
Sassari Quattro persone sono state arrestate per l’omicidio di Marco Pusceddu, soccorritore del 118, ucciso a Buddusò nella notte del 7 agosto 2025. Secondo le indagini dei carabinieri, il delitto sarebbe stato commissionato dai presunti mandanti a due esecutori materiali in cambio di circa 15mila euro. Tra i quattro arrestati anche l’ex compagna di Pusceddu.
Alle prime luci dell’alba di oggi, 8 settembre, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Iglesias, Nuxis e Carbonia nei confronti dei quattro indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, con il supporto del Reparto Investigazioni Scientifiche e del Reparto Anticrimine di Cagliari, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sulla pianificazione e sull’esecuzione dell’omicidio.
Il movente
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’origine del delitto ci sarebbero stati dissidi di natura personale, sia sentimentale sia professionale. I presunti mandanti avrebbero quindi incaricato due persone di eseguire l’omicidio dietro il pagamento di una somma di circa 15mila euro. Le intercettazioni telefoniche e l’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza hanno consentito ai carabinieri di individuare l’auto utilizzata dai presunti esecutori materiali per raggiungere Buddusò la notte del delitto e allontanarsi dopo l’azione omicida.
L’arma e gli indumenti
Nel corso delle indagini è stata inoltre recuperata e sequestrata quella indicata come l’arma del delitto: una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, trovata con il caricatore inserito e parte del munizionamento. Sequestrati anche alcuni indumenti che sarebbero stati indossati dagli autori del reato la notte dell’omicidio.
L’aggressione a copi di piccozza
Le indagini hanno inoltre fatto luce su una precedente violenta aggressione subita dalla vittima nella notte del 28 aprile 2025, in una piazzola di sosta a Carbonia. In quell’occasione il soccorritore era stato colpito alla testa con una piccozza da muratore e aveva riportato gravi ferite. Anche l’arma utilizzata per l’aggressione è stata recuperata dai carabinieri.
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