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La denuncia

Sassari, Predda Niedda tra degrado, immondizia e paura: «Io minacciato per aver chiesto di non sporcare»

di Luca Fiori
Sassari, Predda Niedda tra degrado, immondizia e paura: «Io minacciato per aver chiesto di non sporcare»

Il commerciante Alberto Sanna racconta una situazione al limite dell’emergenza sanitaria. Davanti alle sue attività una discarica: «Ho rimproverato dei ragazzi, ma ho rischiato»

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Sassari Bottiglie, cartoni, sacchi, vecchi seggiolini, pezzi dì condizionatori, rifiuti di ogni tipo e sporcizia che si accumula lungo le strade e sui marciapiedi. È la situazione denunciata da chi lavora ogni giorno in una parte della zona industriale di Predda Niedda, in particolare lungo le strade 22, 23 e 24, nell’area compresa tra Lidl e il centro commerciale La Piazzetta. A raccontare una situazione che definisce ormai insostenibile e al limite dell’emergenza sanitaria, è Alberto Sanna, 49 anni, imprenditore sassarese, titolare dai primi anni Duemila di due attività, Febal Casa e Centro Cucina Arredo3, situate una di fronte all’altra. «Raccogliamo di tutto. Le strade e i marciapiedi sono pieni di bottiglie e rifiuti di ogni tipo. Qualcuno è stato visto anche mentre veniva qui a scaricare rifiuti da altri paesi».

Una situazione che, secondo l’imprenditore, non sarebbe rappresentativa dell’intera area di Predda Niedda. «In altre zone non lontano da qui le strade non sono in queste condizioni – si lamenta – qui invece siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo occuparci noi della pulizia e delle potatura degli alberi per poter lavorare in un ambiente decente».

Ma il problema, denuncia Sanna, non è soltanto il degrado. C’è anche una crescente sensazione di insicurezza, soprattutto quando cala il buio e le strade si riempiono di sbandati. «La notte è pericoloso girare», racconta. E con le giornate più corte il problema diventa ancora più concreto per chi lavora fino alla sera: «Adesso che fa buio prima, il negozio lo chiudiamo in due. Non ci sentiamo tranquilli a uscire da soli». A pesare è anche il timore di possibili reazioni da parte di chi abbandona i rifiuti. Sanna racconta di essere stato minacciato qualche giorno fa, dopo aver ripreso verbalmente una persona che stava gettando rifiuti per terra. «Non è normale che chi lavora, paga le tasse e più di 4mila euro di Tari all’anno debba anche pulire quello che altri vengono a buttare qui», sottolinea. In un’altra occasione, riferisce ancora l’imprenditore, «sono entrati all’interno del mio spazio espositivo due personaggi con fare minaccioso, fortunatamente quando hanno visto che eravamo in tre dentro il negozio e sono andati via».

Episodi che contribuiscono a creare un clima di preoccupazione tra chi ogni giorno apre la propria attività e resta sul posto fino a sera. La denuncia riguarda un’area produttiva importante per la città, dove convivono attività commerciali, imprese e migliaia di persone che ogni giorno si spostano per lavoro. «Quello che chiediamo – conclude l’imprenditore – sono interventi concreti sulla pulizia, sul controllo dell’abbandono dei rifiuti e sulla sicurezza dell’area».

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