Sassari, trovare casa in affitto è un’impresa: porte chiuse per famiglie con figli e pensionati
Gli appartamenti vuoti non mancano, ma i proprietari temono la morosità e selezionano gli inquilini. Le agenzie: fino a 50 telefonate per un annuncio
Sassari Trovare un appartamento in affitto? Una missione impossibile, per una famiglia sassarese. Anche qui, lontano dagli eccessi turistici di Olbia e Alghero, e dalla speculazione immobiliare folle delle grandi metropoli come Milano o Parigi, per una famiglia del ceto medio prendere una casa in affitto è un’impresa ardua. Eppure, nonostante gli immobili vuoti non manchino certo a Sassari, lo squilibrio fra domanda e offerta è impressionante: «Quando pubblichiamo un annuncio, riceviamo in pochi giorni, talvolta anche poche ore, qualcosa come 50 telefonate». È la testimonianza dei titolari di diverse agenzie immobiliari cittadine.
L’esempio
Per capire le difficoltà del mercato immobiliare sassarese, prendiamo l’esempio di una famiglia composta da una coppia con due bambini, con un reddito di 2.600 euro al mese. Idealmente, l’affitto dovrebbe incidere più o meno al 30 per cento delle entrate mensili, quindi per 780 euro. Basta un rapido controllo fra i circa 100 annunci di affitto pubblicati in questo momento sui principali portali per scoprire che, fra gli appartamenti con tre stanze da letto, solo due si trovano al di sotto di questa soglia. Ma si può arrivare a spendere anche 1000 euro. «Diciamo che è impossibile trovare canoni sotto i 600 euro di affitto, poi aggiungiamoci 200 euro di bollette, 100 di condominio, la spesa alimentare. È evidente che per una famiglia con quel reddito la difficoltà è alta e il rischio di non poter pagare più l’affitto aumenta» spiega Stefano Lupinu, segretario generale di Sunia, il sindacato inquilini della Cgil.
Studenti e turisti
Sassari non è Alghero, quindi la concorrenza delle locazioni breve a scopo turistico è limitata, ma non inesistente. Molto più rilevante il peso degli affitti per studenti: «La locazione di un intero appartamento spesso non è l’opzione migliore, per i proprietari, che preferiscono guardare al mercato degli studenti. Il calcolo è semplice: un appartamento unico con quattro stanze lo affitti a 800 euro, con le singole stanze magari arrivi a 1000. Il ritorno economico è ancora più alto con la locazione turistica, ma in quel caso bisogna mettere in conto anche un certo tipo di lavoro che non tutti i proprietari sono disposti a fare» spiega Daniele Campus, di Federproprietà, associazione di categoria che rappresenta i proprietari immobiliari. Ma questo non basta a spiegare la scarsità della domanda che, a detta di tutti, non è legata alla penuria materiale di immobili vuoti.
Gli esclusi
Pensionati, persone con disabilità, padri separati, stranieri, famiglie con bambini. È l’identikit degli esclusi dal mercato immobiliare che cerca coppie senza figli e senza animali, con contratti a tempo indeterminato blindati. «Ormai ci sono proprietari che non vogliono affittare neppure ai pensionati o alle persone con disabilità. Il timore è sempre lo stesso: che, in caso di problemi, diventi difficile ottenere uno sfratto» spiega Sara Ruggiu dell’agenzia Home Business di via Torre Tonda 23. E la questione non è economica: «Ho ascoltato storie di madri con figlie disabili che incontrano enormi difficoltà nel trovare un appartamento, anche se potrebbero pagare tranquillamente il canone. Poi ci sono i padri separati: i proprietari non vogliono bambini, anche se non c’è l’affido ma si tratta solo di pochi giorni a settimana». Stesso discorso per gli stranieri: «Ho dovuto fare personalmente da garante per alcuni ragazzi stranieri, anche se laureati e con un contratto indeterminato. Più della metà dei proprietari non vuole affittare a persone straniere». Il risultato è che sono le agenzie a doversi far carico della selezione in base ai criteri del mercato: «Altrimenti poi il proprietario ci chiede: “ma chi ci hai messo dentro?” – dice Fabio Giordo di Casa Facile Sassari, in via Antioco Casula 7 -. Così se hai un reddito sicuro o fai un lavoro di certo tipo rientri, altrimenti rischi di starne fuori».
Le ragioni
Tutti i titolari delle agenzie immobiliari interpellati concordano: uno dei freni principali per i proprietari di immobili è il timore di avere difficoltà a sfrattare un inquilino moroso. «Un proprietario che si ritrova un inquilino moroso rischia di impiegarci anche due anni con una spesa, che non rientrerà mai, di circa 15mila euro per liberare l’appartamento» sottolinea Giordo. «Nonostante gli ultimi report nazionali parlino di un tasso di morosità del 62%, con un’accurata selezione degli inquilini e l’attivazione di pacchetti assicurativi, la nostra agenzia porta il dato prossimo allo 0%» evidenzia Gianbattista Pes, di Solo Affitti Sassari in via Manno 29. evidenzia Gianbattista Pes, di Solo Affitti Sassari in via Manno 29. Secondo Giordo, il fenomeno è recente e legato al crollo del potere d’acquisto dei salari: «Fino a cinque anni fa, non era così. Ora, le famiglie hanno sempre più difficoltà a mantenere le promesse». Ma c’è anche chi ridimensiona il problema morosi: «Spesso è un fatto di percezione, perché in 16 anni di attività in quattro città dell’isola ho avuto un solo caso di morosa che non voleva lasciare l’appartamento» dice Sara Brundu, titolare di Key Estate in via dei Mille 31, che sottolinea invece la crescita impetuosa della domanda con l’offerta che non riesce a stare al passo: «Sempre più persone preferiscono prendere in affitto piuttosto che acquistare. Specializzandi, studenti, coppie che si separano, ma anche cittadini europei che vogliono un’abitazione dove vivere magari solo i mesi estivi o anziani che vendono la loro casa e giovani che si trovano in una fase di passaggio della carriera».
Le soluzioni
«Le agenzie devono seguire i clienti anche dopo la firma del contratto, per risolvere i problemi prima che diventino un conflitto» spiega Sara Ruggiu. Per Giordo, una delle strade da seguire è quella di aumentare le tutele per i proprietari in caso di morosità. «Servono tasse più basse sui canoni di locazione e forme contrattuali più elastici rispetto al passato. Noi abbiamo scelto di offrire ai clienti anche un servizio di tutela legale e assicurazione per difendersi dai casi morosità» sottolinea invece Pes. Mentre per Sara Brundu: «Rivolgersi a un’agenzia, stipulare un contratto regolare e dotarsi di un’assicurazione neutralizza i rischi».
Temi che ritornano anche nelle parole di Stefano Lupinu, segretario generale del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, che però sottolinea anche la necessità di costruire nuove case popolari: «La graduatoria comunale è sostanzialmente bloccata perché mancano gli appartamenti». Per l’esponente della Cgil una risposta ai timori dei proprietari può arrivare dal bando sulla morosità incolpevole: «In teoria prevedrebbe contributi fino a 12mila euro, il problema è che la definizione di “morosità incolpevole” è troppo stretta e quindi moltissimi casi non rientrano». Campus (Federproprietà) sottolinea invece la necessità di far conoscere fra i proprietari i vantaggi che arrivano dal canone concordato e dalla cedolare secca: «Con risparmi sulle tasse che arrivano fino a 2mila euro in un anno». C’è poi anche un altro approccio che si sta facendo largo nel dibattito nazionale ed europeo: quello che propone di disincentivare i proprietari a mantenere gli immobili sfitti, attraverso aumenti mirati delle imposte come l’Imu. Tante opzioni, insomma, e una scelta che prima o poi andrà compiuta.
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