La Nuova Sardegna

Musica

Sanremo 2026, Eros Ramazzotti: «La canzone di Sal Da Vinci è rétro». Frecciatina contro Fedez

Sanremo 2026, Eros Ramazzotti: «La canzone di Sal Da Vinci è rétro». Frecciatina contro Fedez

Il cantautore parla del pezzo vincitore del Festival, della musica di oggi e del ruolo delle canzoni in un mondo segnato da tensioni e guerre

3 MINUTI DI LETTURA





Roma La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì continua a far discutere. Negli ultimi giorni il pezzo è stato al centro di opinioni contrastanti e di un acceso confronto mediatico, con interventi di commentatori e anche ironie televisive.

Tra le voci che si sono espresse c’è anche Eros Ramazzotti, che ha commentato la canzone in alcune interviste rilasciate alla stampa. Il cantautore romano ha spiegato di conoscere Sal Da Vinci da molti anni, da quando lo invitò nella Nazionale Cantanti a metà degli anni Novanta.

Secondo Ramazzotti il brano «non è male», ma presenta caratteristiche musicali che non rappresentano pienamente la scena italiana contemporanea. L’artista ha raccontato di aver ascoltato diverse versioni del pezzo sui social, anche in altre lingue, osservando che l’arrangiamento della versione originale ha un’impronta “retrò” e “vintage”.

Il giudizio sulle canzoni del Festival

Parlando dell’ultima edizione del Festival, Ramazzotti ha citato alcuni artisti che gli hanno fatto una buona impressione. Tra questi Sayf, che secondo lui potrebbe avere un percorso interessante, e Serena Brancale, con la quale ha anche registrato in passato un duetto che non è ancora stato pubblicato.

Ha espresso apprezzamento anche per Marco Masini, definendolo un grande cantante e musicista. «Ha fatto tanto per Fedez (scherza, ndr)». In generale però ha ammesso di non aver ascoltato tutte le canzoni presentate al Festival.

La riflessione sulla musica di oggi

Nelle sue dichiarazioni il cantautore ha allargato il discorso alla situazione della musica contemporanea. A suo avviso oggi è più difficile scrivere brani con la stessa forza e lo stesso impatto di qualche anno fa.

Ramazzotti ha parlato di una certa uniformità nel panorama musicale attuale e ha osservato che anche le canzoni riuscite faticano a lasciare un segno duraturo come accadeva in passato.

Il tema della musica dal vivo

Un altro punto su cui si è soffermato riguarda i concerti. Ramazzotti ha sottolineato che nel suo tour mondiale, accompagnato da nove musicisti e tre coriste, quasi tutta la musica è suonata dal vivo, senza ricorrere a basi preregistrate.

Secondo l’artista, invece, molti spettacoli oggi tendono a ridurre la componente musicale dal vivo, una tendenza che a suo giudizio impoverisce il livello generale dei concerti.

Il tour mondiale e l’omaggio a Lucio Dalla

Le dichiarazioni arrivano mentre Ramazzotti è impegnato nel “Una storia importante world tour”, che lo porterà in giro per il mondo fino alla metà del 2027.

Dopo il debutto all’Accor Arena di Parigi e la partecipazione come super ospite al Festival di Sanremo a quarant’anni dalla vittoria con Adesso tu, il cantautore si è esibito alla Royal Arena di Copenaghen davanti a dodicimila spettatori con un concerto sold out.

Lo spettacolo del 4 marzo in Danimarca è stato dedicato a Lucio Dalla, nel giorno del compleanno del cantautore bolognese.

La musica e il mondo di oggi

Nelle interviste Ramazzotti ha affrontato anche temi più ampi, parlando del momento storico segnato da tensioni internazionali e conflitti.

Secondo il cantante la musica rimane uno dei linguaggi capaci di avvicinare le persone. Può piacere o meno, ma resta qualcosa che tutti possono ascoltare e condividere, anche in un periodo in cui il clima globale appare sempre più complesso.

Primo Piano
Serie A

Cagliari-Como: 1-2. Gli ospiti raddoppiano con Da Cunha, sinistro imparabile- LA DIRETTA

Gianna Zazzara
Le nostre iniziative