Scuola e insegnanti, scoppia il caso precari: «La “supplentite” è endemica» – Tutti i numeri
La denuncia del sindacato Gilda. Tra i settori più sacrificati quello del sostegno
Nuoro Un quarto delle cattedre affidate ai supplenti, la precarietà che non accenna a diminuire, e il picco, in questo senso, che tocca un settore delicato come quello del sostegno: tra Nuoro e provincia, insomma, è un inizio di anno scolastico che il sindacato Gilda non esita a definire «segnato dalla supplentite endemica» e acuta. Un avvio di nuova stagione, tra aule, registri e lavagne, dove i numeri, come sempre molto più eloquenti di tante parole, mostrano impietosi una condizione ormai diventata quasi cronica: gli insegnanti nel territorio sono sempre più precari, con contratti a termine, e con meno diritti, dunque.
«Il dato complessivo delle operazioni di avvio del nuovo anno che va rilevato – spiega il coordinatore regionale della Gilda, Gianfranco Meloni – è il permanere di un’altissima percentuale di precarietà nelle cattedre del nostro territorio. Nonostante lo sforzo dell’ultimo triennio, segnato dai cosiddetti concorsi Pnrr, infatti, resta ancora affidato ai supplenti un quarto delle cattedre della nostra provincia (Nuoro e Ogliastra insieme): ben 582 posti vacanti più 224 spezzoni». Ma non basta. Come sottolinea il responsabile regionale del sindacato, infatti, «la farraginosa macchina dell’algoritmo delle supplenze ha sfornato nei giorni scorsi (31 agosto), oltre 600 incarichi, per altrettanti insegnanti che dovranno recarsi a prendere servizio nelle sedi assegnate entro il 2 settembre. Ancora qualche decina di supplenti arriveranno nelle scuole nelle prossime settimane. Se confrontiamo queste cifre alle 3.300 cattedre in cui consiste il cosiddetto organico di diritto della provincia, si deve concludere che, purtroppo, la supplentite è una malattia oramai endemica e le misure finora prese per stabilizzare il sistema scolastico appaiono, al di là delle dichiarazioni di rito, decisamente insufficienti». E in mezzo a tanti numeri e precarietà, evidenzia la Gilda nuorese e regionale, c’è un settore, in particolare, che è più sacrificato degli altri, ed è quello degli insegnanti di sostegno. Un settore, dice Gianfranco Meloni «in cui 1 cattedra su 2 è affidata ai precari. Anche le operazioni di nomina in ruolo, avviate a luglio e protratte per quasi tutto il mese di agosto, si sono concluse con un bilancio molto deludente. Dalle tabelle si evince, infatti, che la Sardegna ha dovuto restituire al Ministero circa 332 posti, su un totale di 1.432 autorizzati. Delle circa 1.100 nomine in ruolo effettuate in Sardegna, alla provincia di Nuoro sono spettate, tra Infanzia, Primaria, Medie e Superiori, circa 270 su 350 posti disponibili. Dover restituire oltre 300 posti, su cui il Mef avrebbe autorizzato a nominare, visti i problemi della scuola sarda – sostiene Meloni – è decisamente incredibile. In particolare denunciamo che da moltissimi anni nell’organico di sostegno di tutti gli ordini di scuola i posti disponibili risultano, in organico di fatto, il doppio e talvolta il triplo dei posti emersi in organico di diritto. Un po’ come se venissero messi sotto il tappeto, per dimenticare che esistono.
L’incapacità di risolvere questo problema, che è di scala nazionale, non locale, ma che in Sardegna assume dimensioni allarmanti, pure in presenza di una disponibilità economica, quindi in assenza di problemi di budget, dovrebbe essere oggetto della massima attenzione da parte della classe politica. Al di là del pur grave problema assunzionale, le vere vittime di questo meccanismo distorto sono gli alunni, in particolare le persone con disabilità e le loro famiglie. La misura a favore della continuità dei precari voluta già dallo scorso anno dal ministro Valditara appare tutt’altro che risolutiva, dal momento che le conferme, già pubblicate in anticipo rispetto alle altre nomine, ammontano ad appena 128 su 362 posti vacanti».
Ma la situazione, stando ai freddi numeri, non è andata meglio nemmeno al personale amministrativo, ovvero gli “Ata”. L’organico degli amministrativi, tecnici e ausiliari, e soprattutto per il profilo di collaboratore scolastico, come spiega ancora Meloni «è stato drasticamente tagliato rispetto agli anni scolastici precedenti». Dai diversi settori e passaggi, conclude la Gilda, emerge in modo netto un quadro di precarietà potente e diffuso, nel mondo delle cattedre. Che, sottolinea Meloni, «unito all’impoverimento causato dal dimensionamento scolastico, che ha ridotto a 36 il numero di autonomie scolastiche, dovrebbe porre seriamente in allarme i nostri politici».
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