Olbia I carabinieri del Nas di Sassari (Nucleo antisofisticazioni e sanità) hanno eseguito il sequestro preventivo della struttura sanitaria Medical center di Olbia. Secondo gli accertamenti eseguiti dagli specialisti dell’Arma nella struttura venivano eseguiti interventi di chirurgia plastica a media e alta complessità, come mastoplastica additiva e mastopessi, con impianti e sostituzioni di protesi. Interventi per i quali è necessaria l’ autorizzazione della Regione, mentre la Medical center, stando alle accuse, sarebbe in possesso di una semplice Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), rilasciata dal comune di Olbia per attività specialistiche ambulatoriali a bassa complessità. I sigilli sono scattati su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio facente funzioni, Alessandro Bosco, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo al termine delle attività di indagine durante le quali i Nas hanno accertato che nella struttura erano stati eseguiti e si eseguivano interventi di chirurgia plastica a media e alta complessità senza la necessaria autorizzazione.
Indagato il legale rappresentante della società, Michele Tomaso Mossa, difeso dagli avvocati Giampaolo Murrighile e Domenico Putzolu. Per i legali «si tratta di un conflitto nell’interpretazione del dato normativo su leggi di natura amministrativa regionale e comunale sul concetto di intervento a bassa o media complessità. Noi – dicono i difensori – riteniamo che la struttura potesse regolarmente operare nell’ambito degli interventi chirurgici sino ad ora compiuti avendo ricevuto le prescritte autorizzazioni amministrative. Il signor Mossa è certo che la circostanza verrà chiarita a brevissimo». Nel 2016 la struttura, allora “Clinica Michelangelo”, era finita al centro di un’inchiesta per presunte lesioni (i procedimenti si erano conclusi con 14 archiviazioni, un processo è ancora in corso). Il sequestro preventivo era stato revocato dal tribunale del Riesame. (t.s.)