Gli svuotano il conto col phishing: truffato correntista del Banco di Sardegna
Con diversi prelievi quotidiani gli hanno portato via oltre cinquemila euro
Macomer Brutta sorpresa per un correntista del Banco di Sardegna di Macomer che ha ritrovato il proprio conto letteralmente prosciugato. In poco tempo i truffatori, che evidentemente sono entrati in possesso dei dati sensibili, hanno eseguito diversi prelievi svuotando, in men che non si dica, il conto del malcapitato. Prelievi giornalieri di poche centinaia di euro che alla fine, sommati, hanno portato alla sparizione di oltre cinquemila euro.
La scoperta dei prelievi è stata fatta solo quando il titolare del conto corrente si è presentato in uno sportello per pagare con la carta di credito. Non è stato possibile eseguire l’operazione in quanto sul conto non c’era più disponibilità di soldi. A quel punto si è rivolto all’istituto di credito che ha immediatamente bloccato tutte le carte.
Poi tappa alla Compagnia dei carabinieri di Macomer per sporgere denuncia contro ignoti. Ora bisognerà vedere se il correntista potrà rientrare nel possesso dei soldi che gli sono stati trafugati.
Le operazioni non autorizzate sul conto corrente possono obbligare la banca al rimborso del cliente.
Negli ultimi anni le truffe informatiche legate ai conti correnti sono aumentate in modo significativo. Sempre più spesso i correntisti si accorgono che dal proprio conto sono stati effettuati bonifici o pagamenti che non hanno mai autorizzato. Tra le tecniche più diffuse c’è il phishing, un sistema fraudolento con cui i truffatori riescono a ottenere le credenziali bancarie delle vittime attraverso email, messaggi o siti web che imitano quelli ufficiali delle banche.
Quando il denaro sparisce dal conto corrente, la prima reazione è spesso di smarrimento. Molti clienti pensano di non avere strumenti per recuperare le somme sottratte, ma la normativa europea sui servizi di pagamento prevede regole precise a tutela degli utenti.
Le truffe bancarie online si basano quasi sempre su tecniche di ingegneria sociale. I truffatori cercano di convincere la vittima a fornire dati sensibili come password, codici di accesso o autorizzazioni per operazioni bancarie.
Questo può avvenire attraverso email che sembrano provenire dalla banca, messaggi Sms che invitano a cliccare su link falsi oppure telefonate in cui i truffatori si spacciano per operatori dell’istituto di credito.
Una volta ottenuti i dati necessari, i criminali riescono ad accedere al conto corrente e a trasferire rapidamente il denaro verso altri conti, spesso situati all’estero.
Il diritto europeo sui servizi di pagamento stabilisce un principio molto importante: quando un’operazione non è autorizzata dal cliente, la banca deve rimborsare immediatamente l’importo sottratto.Questa regola nasce per garantire la sicurezza dei pagamenti elettronici e per proteggere i consumatori dalle frodi digitali. In sostanza, il rischio delle operazioni non autorizzate ricade principalmente sull’istituto di credito.
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