La Nuova Sardegna

Olbia

Il processo

Molestie sessuali in barca: «Lui mi baciava vicino alla bocca»


	Il tribunale di Tempio
Il tribunale di Tempio

Arzachena, in aula una delle due allieve ufficiali che denunciò il comandante

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Arzachena «Il comandante mi abbracciava e mi baciava vicino alla bocca. Quando ha capito che non ci stavo, ha cominciato a trattarmi male e si è comportato nello stesso modo anche con l’altra ragazza che è arrivata dopo di me. Ci inseguiva, bussava sul muro della cabina. Avevamo paura». È stata sentita in aula oggi, 2 aprile, una delle due allieve ufficiali di coperta che nell’agosto del 2023 denunciarono al commissariato di Porto Cervo il comandante dell’imbarcazione da diporto, Antonio Scotto Di Ciccariello, di Napoli, (del 1972), ora a processo nel tribunale di Tempio con le accuse di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti delle due ragazze che lavoravano con lui a bordo della barca.

La giovane, costituita parte civile con l’avvocato Vittorio Savona del Foro di Savona, ha ripercorso quel periodo lavorativo e le avance subite, confermando le accuse nei confronti del comandante, e riferendo – su domanda dell’avvocata di parte civile Paola Puddu – come quell’esperienza avesse provocato in lei un forte malessere tanto da ricorrere alle terapie di uno psicologo, dopo che, insieme alla collega, avevano deciso di abbandonare l’imbarcazione e denunciare l’uomo. Secondo le accuse del pubblico ministero Alessandro Bosco, contenute nel capo d’imputazione, il comandante, dopo aver mostrato il proprio interesse di natura sessuale nei confronti delle due ragazze, di fronte al loro rifiuto, avrebbe cominciato a maltrattarle, rimproverandole, controllando ogni loro movimento, seguendole negli spostamenti all’interno dell’imbarcazione, assillandole con continui messaggi.

L’uomo è anche accusato di averle costrette a subire atti sessuali: nonostante il dissenso manifestato, in più occasioni, le avrebbe abbracciate e baciate vicino alla bocca. Numerose le domande rivolte alla ragazza dal difensore dell’imputato, l’avvocato Giampietro Cocco, che si è soffermato, in particolare, sui messaggi telefonici che la ragazza e il comandante si erano scambiati. Il 21 maggio, sarà sentita l’altra ragazza, costituita parte civile con l’avvocata Paola Puddu. (t.s.)

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