La Nuova Sardegna

Oristano

Processo per direttissima

Tenta di investire tre poliziotti per non essere perquisito: arrestato

di Enrico Carta

	Una pattuglia della polizia (archivio)
Una pattuglia della polizia (archivio)

Gli operatori della Squadra mobile stavano cercando dei fucili nella casa da dove il sospettato ha tentato la fuga prima di essere fermato

3 MINUTI DI LETTURA





Seneghe Le divise, i distintivi e l’intimazione di fermarsi per essere perquisito non sono stati sufficienti. Il 67enne Giuseppe Mastinu ha tentato un’improbabile fuga prima di essere bloccato persuaso solamente dalla vista di una pistola puntata contro e dalle parole di chi gli intimava l’alt. Nel frattempo aveva già provato a dribblare il controllo tentando di investire ben tre agenti della Squadra mobile della polizia di Stato di Oristano che erano arrivati sino a casa sua a Seneghe a seguito di una segnalazione fatta da una fonte confidenziale. I poliziotti cercavano dei fucili per capire se fossero armi legalmente detenute, così hanno bussato alla porta dell’abitazione dove il sospettato abita con la moglie. Sono rimasti alquanto interdetti vedendo una serranda leggermente aperta e le due macchine del 67enne parcheggiate lì di fronte senza però ottenere risposta dal di dentro. Hanno suonato ripetutamente, dato dei colpi alla serranda in modo da farsi sentire, ma da dentro la casa non arrivavano risposte.

Stando al racconto degli agenti, a un certo punto, con un’azione repentina Giuseppe Mastinu ha provato a divincolarsi da quella “morsa” riuscendo a salire su una delle due macchine in compagnia della moglie. Di fronte gli si è parato un primo operatore contro il quale ha rivolto la macchina in marcia. Il poliziotto è riuscito a scansarsi in tempo e a ripararsi dietro l’auto di servizio, quindi la stessa scena si è vissuta una seconda volta pochi metri più in là e infine una terza. A quel punto l’azione si è fatta più decisa e la pistola puntata ha convinto il sospettato che non era il caso di andare oltre e di rischiare di affrontare una situazione ben più problematica. Fermato il veicolo, è stato subito immobilizzato, quindi è iniziata la perquisizione. A bordo c’erano due coltelli con una grossa lama, mentre in casa è spuntata una carabina che ora sarà esaminata per comprendere se si tratti di un’arma illegalmente detenuta.

A quel punto è scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di resistenza, mentre un’indagine separata riguarda il possesso della carabina. Per Giuseppe Mastinu la strada è stata a quel punto obbligata sino al processo per direttissima di fronte alla giudice Cristiana Argiolas, al pubblico ministero Ivan Sanna e all’avvocato difensore Fabio Costa. L’imputato ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande delle parti, non fornendo quindi alcuna indicazione sul perché di quell’improvvisa fuga e del tentativo di mettere sotto con la macchina gli agenti della Squadra mobile. L’arresto è stato quindi convalidato, mentre gli avvocati hanno chiesto i termini a difesa per valutare la strategia del processo che si concluderà in un’udienza successiva. Intanto è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero come misura cautelare: Giuseppe Mastinu dovrà presentarsi quotidianamente dalle forze dell’ordine a orari prestabiliti.

Primo piano
Sanità

Bandi deserti, ambulatori vuoti non solo nei paesi: «La Asl fa scappare i medici»

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative