Pace fatta tra Asl Gallura e Avis: il direttore generale adesso è un donatore
Rientra la polemica dopo l’istanza per verificare i titoli del manager
Olbia C’è pace e pace, Antonio Irione, direttore generale della Asl Gallura, per chiudere il conto aperto con l’AvisOlbia ha scelto la forma più eclatante e simbolica: ieri mattina, 21 ottobre, di buon’ora, ha donato il sangue al centro trasfusionale all’ospedale Giovanni Paolo II ed è diventato socio Avis sottoscrivendo la tessera 10.039. Senza batter ciglio, ha persino indossato la divisa dei volontari. Una bella storia a lieto fine, ma a costo di sembrare lapalissiani, per arrivare a una pace ci vuole prima una guerra. E lo sa bene il direttore generale Irione, che ha passato le ultime settimane a ricucire strappi e a suturare ferite apertee sanguinanti nella malconcia sanità olbiese. Prima l’armistizio con la dirigente del pronto soccorso Rosy Beretta, dimissionaria e poi reintegrata in servizio alla Asl, adesso la pace con l’AvisOlbia guidata dal presidente Gavino Murrighile, che solo pochi giorni fa, in rotta di collisione, aveva persino presentato una istanza di accesso agli atti per verificare i titoli di Irione per la nomina a direttore generale.
Sembrava un punto di non ritorno, anche perché seguiva l’allontanamento dell’Avis dal centro trasfusionale per presunte ragioni di privacy. Invece, la linea della ragione alla fine ha avuto la meglio. «Quello del direttore generale è stato un gesto semplice, concreto e carico di significato – ha detto il presidente dell’Avis di Olbia, Gavino Murrighile –. L'adesione all’associazione non è un atto formale, ma il segno di un rapporto che si rafforza. L’Avis è legata alla Asl da un patto d'amore, non da un contratto di interessi. Da svariati decenni garantiamo in modo assolutamente gratuito sangue, volontari e presenza costante a supporto del servizio sanitario».
«La scelta del direttore generale di mettersi in fila, tendere il braccio e donare come associato Avis ha un valore emulativo straordinario – aggiunge il presidente –. È leadership con l'esempio. Lancia un messaggio più forte di qualsiasi campagna di sensibilizzazione: dice ai medici, agli infermieri, agli amministrativi, ai cittadini che donare è sicuro, è un dovere civile, è normale. In un momento in cui è fondamentale ricucire e rilanciare la collaborazione tra l’Azienda sanitaria e il volontariato, questo gesto dimostra vicinanza concreta, non di circostanza. Avvicina i donatori al sistema della raccolta e rilancia gli innumerevoli progetti che l’Avis di Olbia porta avanti a beneficio della comunità».
L’Avis sottolinea il bisogno di serenità nella sanità locale, che non significa rinunciare al proprio ruolo e al la propria libertà di azione e di pensiero, non negoziabili evidentemente. Come dire, si continua a lavorare e a vigilare, cioè a fare quello si è sempre fatto. «In un momento in cui in questa Asl serve un clima di serenità e normalizzazione di rapporti, l’esempio dato dal vertice aziendale e dall’AvisOlbia acquista un valore simbolico dirompente, segna la via e inchioda ognuno alle proprie responsabilità professionali e sociali – conferma Gavino Murrighile –. A nome di tutto il consiglio direttivo e dei nostri donatori, ringraziamo il direttore generale Irione per la sensibilità, la stima e la fiducia dimostrata nei confronti dell’AvisOlbia. L'iscrizione all’associazione, ricordiamo, è totalmente gratuita. Non chiediamo denaro, non cerchiamo incarichi o poltrone. Chiediamo solo di condividere un percorso di solidarietà civile. Pertanto, benvenuto tra noi, direttore. E grazie per aver scelto di stare dalla parte dei donatori».
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