Il lungomare come un bazar, scoppia la protesta contro le bancarelle: cosa è successo
Contestata l’assenza di regole contro gli ambulanti: «Le postazioni occupano ampi spazi sia di giorno che di notte»
Oristano A Torregrande c’è qualcosa che resiste al tramonto. Non sono i bagnanti irriducibili né i pescatori mattinieri, ma alcune postazioni degli ambulanti che, secondo residenti e commercianti, restano sul lungomare ben oltre l’orario di chiusura trasformando un tratto della passeggiata in una presenza fissa, giorno e notte e trasformando l’area appena riqualificata in una sorta di bazar assai poco caratteristico e molto disordinato. La questione torna ciclicamente a occupare il dibattito cittadino – anche politico – come tornano le mareggiate in inverno e, nonostante il rinnovato aspetto della passeggiata, continua ad alimentare critiche.
A far discutere non è tanto l’ampiezza dello spazio occupato, limitato a qualche decina di metri, quanto l’effetto complessivo: gazebo, strutture e materiali che rimangono sul posto anche quando le attività sono chiuse o che vengono smontate alla bell’e meglio, contribuendo, a un’immagine poco ordinata per chi vorrebbe puntare sempre più sul turismo.
Alle lamentele per il decoro si aggiungono quelle legate all’igiene. Tra le segnalazioni raccolte negli ultimi mesi figurano infatti sospetti pernottamenti nelle postazioni e comportamenti incompatibili con la normale fruizione degli spazi pubblici. Un tema delicato che ora approda anche nell’agenda politica cittadina.
A intervenire è il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e coordinatore cittadino Fulvio Deriu: «Sono arrivate diverse segnalazioni riguardanti il mancato smontaggio delle bancarelle e il possibile utilizzo delle postazioni come luogo di pernottamento», spiega, precisando che ogni circostanza dovrà essere verificata dagli organi competenti e che non si possono fare generalizzazioni nei confronti di un’intera categoria. Nessuna dichiarazione di guerra agli ambulanti, dunque. Fratelli d’Italia insiste sulla necessità di trovare un equilibrio tra il diritto di lavorare e il rispetto delle regole, del decoro urbano e dei diritti di residenti e attività commerciali che operano stabilmente nella borgata.
Per questo a settembre verrà organizzato un incontro con cittadini ed esercenti. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni e proposte per arrivare a soluzioni condivise da discutere con l’amministrazione comunale. Sul fondo resta però una domanda che molti pongono sottovoce e qualcuno ormai anche ad alta voce: se a Oristano dehors, tavolini e occupazioni di suolo pubblico sono finiti negli ultimi anni sotto osservazione e devono sottostare a un severo regolamento in nome dell’ordine e dell’uniformità delle regole, perché sul lungomare di Torregrande sembra vigere un regime più elastico? Una risposta potrebbe arrivare con il nuovo Piano di utilizzo del litorale, come sottolinea lo stesso Fulvio Deriu, ben conscio che il discorso è comunque rimandato al prossimo anno visto che l’estate, almeno quella da calendario, è nella sua fase conclusiva. Passerà il caldo e gli ambulanti migreranno verso altri lidi. (e.carta)
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