La Nuova Sardegna

Economia

Modello 730/2026, ecco cosa si rischia se non viene presentato: la soglia che può far scattare il carcere

Modello 730/2026, ecco cosa si rischia se non viene presentato: la soglia che può far scattare il carcere

La cosa peggiore, in caso di mancata presentazione, è semplicemente ignorare il problema

4 MINUTI DI LETTURA





Dimenticare il 730 non significa automaticamente rischiare un processo o addirittura il carcere. La scadenza del 30 settembre 2026 si avvicina, ma per chi non riuscisse a rispettarla la legge prevede diversi passaggi e soprattutto una distinzione fondamentale tra il semplice ritardo e l'omessa dichiarazione. Il vero rischio penale riguarda infatti una situazione ben più grave e non scatta soltanto perché il modello non è stato inviato.

I 90 giorni che possono fare la differenza

Il primo termine da tenere a mente è quello del 30 settembre, data entro la quale deve essere trasmesso il 730/2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025. Se il contribuente arriva in ritardo, però, non è ancora tutto perduto.

Nei 90 giorni successivi è infatti possibile presentare una dichiarazione tardiva. Il ritardo può comportare conseguenze economiche, soprattutto se ci sono imposte da versare, ma la dichiarazione non viene considerata omessa ai fini penali.

È quindi importante non lasciar passare altro tempo una volta accortisi dell'errore. Attraverso gli strumenti di regolarizzazione previsti dalla normativa, tra cui il ravvedimento, è possibile in determinate circostanze ridurre le sanzioni.

Cosa cambia dopo i tre mesi

Il quadro diventa più pesante una volta trascorsi i 90 giorni. Da quel momento la dichiarazione viene considerata omessa sul piano tributario e possono essere applicate le relative sanzioni.

La sanzione prevista per l'omessa dichiarazione dei redditi è pari al 120% dell'imposta dovuta, con un importo minimo di 250 euro. Quando invece non risulta alcuna imposta da pagare, la sanzione può variare tra 250 e 1.000 euro. Per chi è obbligato alla tenuta delle scritture contabili può arrivare fino al doppio.

Ma anche qui c'è un punto da chiarire: omessa dichiarazione dal punto di vista fiscale e reato di omessa dichiarazione non sono la stessa cosa.

Il carcere non scatta per un semplice ritardo

Per arrivare alle conseguenze penali devono infatti essere presenti condizioni molto precise. L'articolo 5 del decreto legislativo 74/2000 prevede il reato di omessa dichiarazione quando il contribuente, pur essendovi obbligato, non presenta la dichiarazione con l'obiettivo di evadere le imposte e l'imposta sottratta al Fisco supera 50mila euro per una singola imposta.

Soltanto in presenza di questi presupposti si entra nell'ambito penale, con una pena prevista da due a cinque anni di reclusione.

La cifra da considerare, inoltre, non è quella del reddito complessivo. La soglia dei 50mila euro riguarda infatti l'imposta evasa. Non basta quindi aver percepito un reddito superiore a quella cifra perché si configuri automaticamente il reato.

Anche chi ha già pagato le tasse deve fare attenzione

Un altro equivoco riguarda i lavoratori dipendenti. Avere già subito le ritenute direttamente dallo stipendio non significa necessariamente essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione.

Il 730 può infatti servire per comunicare ulteriori redditi, ma anche per inserire spese detraibili, deduzioni e altre informazioni fiscali. In alcuni casi il risultato può essere un rimborso, in altri un importo da versare.

Esistono comunque situazioni nelle quali il contribuente è effettivamente esonerato dalla dichiarazione. La possibilità dipende dal tipo di reddito percepito, dalle somme ricevute, dalle ritenute effettuate e dalle condizioni specificamente previste dalla normativa.

Cosa fare se si dimentica

La cosa peggiore, in caso di mancata presentazione, è semplicemente ignorare il problema. Chi si accorge di non aver inviato il modello dovrebbe verificare quanto prima quale sia la procedura corretta per mettersi in regola.

Per il 2026 è previsto anche il ricorso al modello Redditi: il termine ordinario per la presentazione è il 2 novembre 2026, mentre il termine per il Redditi tardivo entro i 90 giorni è fissato al 1° febbraio 2027.

La sequenza da ricordare, quindi, è semplice: 30 settembre 2026 è la scadenza del 730; nei 90 giorni successivi il ritardo può ancora essere regolarizzato senza che la dichiarazione sia considerata omessa ai fini penali; oltre quel periodo scattano le conseguenze previste per l'omissione tributaria.

Il passaggio al penale, invece, richiede qualcosa di molto diverso: un'imposta evasa superiore a 50mila euro e la volontà di evadere, oltre agli altri requisiti stabiliti dalla legge. Dimenticare il 730, da solo, non basta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’opinione

Caro carburanti, in arrivo la vera stangata: ecco chi ci guadagna davvero dagli aumenti

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative