La Nuova Sardegna

Oristano

Gli abusi

Lavoro e sfruttamento, il caporalato non è una piaga lontana: «Non siamo immuni dalle nuove schiavitù»

di Caterina Cossu
Lavoro e sfruttamento, il caporalato non è una piaga lontana: «Non siamo immuni dalle nuove schiavitù»

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e Coldiretti intervengono dopo l’ultimo episodio

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Oristano Il caporalato non è una piaga lontana, ma parlare di un’emergenza nell’Oristanese sarebbe eccessivo. Il caso dei due lavoratori extracomunitari a lavoro senza ferie e in condizioni di degrado scoperto nei giorni scorsi dai carabinieri riporta però l’attenzione su quanto può accadere anche nelle campagne della provincia e sulla necessità di tenere alta la guardia. A intervenire sono da una parte Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dall’altra Coldiretti, con accenti diversi ma un punto comune: le situazioni di sfruttamento vanno intercettate e fermate.

Il riferimento è all’operazione condotta dal Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro in un’azienda agricola della provincia. Dai controlli era emersa la presenza di due lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno e che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lavoravano da circa due anni senza riposi né ferie e vivevano in un alloggio privo di servizi igienici. Il legale rappresentante dell’azienda era stato denunciato. Durante l’ispezione contestate anche violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

Per i sindacati quella vicenda dimostra che «nessun territorio può ritenersi immune» e che «lo sfruttamento lavorativo e le nuove forme di schiavitù sono un fenomeno presente anche nel nostro territorio». Flai, Fai e Uila dicono di confrontarsi quotidianamente con queste situazioni e chiedono che prevenzione e vigilanza restino una priorità. Le tre sigle richiamano anche la condizione delle vittime, lavoratori «spesso tra i soggetti più fragili e vulnerabili», che possono finire «nella trappola del ricatto per pura necessità» e avere paura di denunciare gli abusi. La richiesta è anche quella di rilanciare la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità come strumento di prevenzione e contrasto a irregolarità.

A escludere però che in provincia sia configurabile un allarme caporalato è il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias. «La guardia non deve comunque essere abbassata», sottolinea, mettendo sul tavolo anche un altro problema: le difficoltà incontrate dalle aziende nell’applicazione delle norme, soprattutto quando si tratta di assumere lavoratori stranieri. «Le imprese non sempre sono agevolate da una normativa chiara, tutt’altro», osserva Corrias. Può così accadere che errori commessi «in totale buona fede o per mancata conoscenza delle procedure» producano irregolarità o configurino fattispecie assimilabili a situazioni più gravi.

Da qui la richiesta alle istituzioni: «Lo Stato e gli enti preposti devono fare di più per accompagnare le aziende e aiutarle a non commettere errori grossolani». Per Coldiretti, controlli e vigilanza devono andare di pari passo con regole più chiare e un maggiore supporto alle imprese, distinguendo lo sfruttamento vero e proprio dalle irregolarità senza la volontà intrinseca di aggirare le norme.

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