La Nuova Sardegna

Oristano

Effetto spopolamento

I giovani sono pochi, la squadra di volley costretta a fermarsi dopo 18 anni

di Paolo Camedda
I giovani sono pochi, la squadra di volley costretta a fermarsi dopo 18 anni

La storia dell’Aurora, società nata nel 2008, fa i conti con il calo delle nascite

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Villaurbana Gli effetti dello spopolamento si fanno sentire e anche le società sportive dilettantistiche fanno fatica ad andare avanti. A Villaurbana, che conta oggi meno di 1.400 abitanti, l’Aurora Volley si ferma e sospende le attività ufficiali dopo diciotto anni. Gli iscritti sono troppo pochi per fare allenamenti regolari e sostenere le spese. «Non ci sono stati problemi societari né organizzativi – chiarisce subito il presidente Mauro Dessì –. Non è una resa per stanchezza: mancano le risorse umane per proseguire». Con pochi bambini, basta qualche assenza per far saltare gli appuntamenti in palestra. E senza numeri sufficienti è impossibile partecipare ai campionati. Nata nel 2008 dall’esperienza dell’oratorio su iniziativa di padre Giuseppe Cogotzi e Placido Dessì, l’Aurora ha puntato sull’accessibilità e sulla funzione educativa dello sport. Gli stessi tecnici hanno sempre fatto volontariato, sposando questa missione. Gli ultimi sono stati Caterina Soggiu e Vito Chialà, soci fondatori.

Quanto agli atleti, prosegue il presidente: «Abbiamo sempre tenuto le quote basse per tutti, dai più piccoli ai grandi, accollandoci le spese per le trasferte e la partecipazione ai campionati. Nonostante questo, fermarci è stato inevitabile». Al calo delle nascite si somma la partenza dei giovani per studio e lavoro. «Fai crescere i ragazzi ma quando riesci a creare il gruppo per la prima squadra vanno via – spiega Mauro Dessì –. Diventa difficile tenerla in piedi e vengono meno i riferimenti che motivano i bambini a proseguire». C’è però una speranza: la collaborazione fra paesi: «Concentrare le diverse discipline in centri vicini e mettere insieme i ragazzi del territorio».

Il percorso, avviato prima della pandemia, si è fermato. «Per la scuola ci si sposta già: i bambini di Siamanna e Siapiccia vengono a Villaurbana per la primaria, mentre le medie sono a Siapiccia. Credo che si debba ragionare così anche nello sport». Rimane però un ostacolo: «Le famiglie hanno difficoltà ad accompagnare i figli per gli allenamenti e le partite». L’associazione, comunque, resta attiva: «Proveremo a organizzare iniziative perché non muoia la passione per la pallavolo e si rinnovi l’entusiasmo». È un modo per continuare a crederci: «Non possiamo essere isole nelle isole. Bisogna unirsi, i nostri piccoli paesi non hanno più le forze per fare da soli».

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