Rivolta per il prezzo del latte: la prescrizione cancella i reati
Per le proteste del 2019 erano finiti a processo diciannove allevatori Uno solo ha deciso di affrontare il giudizio per l’assoluzione nel merito
Oristano Si chiude con una maxi prescrizione il caso legato alle proteste degli allevatori per il prezzo del latte del febbraio 2019. Solo uno dei diciannove imputati ha scelto di andare avanti per ottenere l’assoluzione nel merito. Gli altri diciotto chiuderanno la loro esperienza giudiziaria il 13 novembre prossimo. Il tempo perché vengano giudicati è infatti scaduto. A vario titolo veniva loro contestato di aver organizzato manifestazioni non autorizzate e blocchi stradali per reclamare un aumento del compenso al prezzo del latte al litro. Col ministro Salvini che soffiava sul fuoco della protesta e le associazioni di categoria compatte nel chiedere l’aumento, la situazione sfuggì di mano. Singolarmente o in gruppi sorti per comuni esigenze e conoscenze, gli allevatori crearono una sorta di blocco unico in tutta la Sardegna.
In provincia le proteste si moltiplicarono e presero di mira alcune delle strade più frequentate proprio con l’intento di creare disagi affinché le istanze divenissero di pubblico dominio e la politica se ne occupasse in maniera incisiva. Quello che si chiuderà con la prescrizione non è il primo caso che arriva a giudizio al tribunale di Oristano. Altre sentenze che riguardavano manifestazioni non autorizzate e blocchi stradali, come nel caso di quel che accadde a Marrubiu lungo la 131, l’hanno preceduto.
Quest’ultimo caso riguarda una serie di eventi avvenuti in alcuni punti differenti, tanto che inizialmente i procedimenti penali erano separati, salvo poi essere arrivati in aula in contemporanea sul tavolo della giudice Francesca Falchi. In principio c’era stato un decreto penale di condanna generale, a cui tutte le persone coinvolte si erano opposte. Da lì si è quindi passati al processo vero e proprio. Le contestazioni erano legate per alcuno all’organizzazione delle manifestazioni attraverso chat whatsapp create ad arte e a blocchi stradali resi possibili abbandonando in sosta le proprie auto al centro della carreggiata. Furono così impediti il passaggio di altre auto e persino quelli di pullman dell’Arst configurando per qualcuno degli imputati anche l’interruzione di pubblico servizio. Tutti reati non più punibili perché è sopraggiunta la prescrizione. Ne usufruiranno gli allevatori Giuseppe Atzeni (Abbasanta), Alessandro Bissiri (Abbasanta), Giuseppe Lattucca (Abbasanta), Roberto Oppo (Ghilarza), Andrea Marras (originario di Oristano), Giovanna Melis (Asuni), Marianna Muscas (Oristano), Fausto Puddu (Villa Sant’Antonio), Filippo Puddu (Oristano), Marco Sedda (Macomer), Francesco Marceddu (Ghilarza), Luca Piras (Ghilarza), Franco Cadoni (Siapiccia), Paolo Ollosu (Villaurbana), Paolo Mereu (Siapiccia), Silvio Mula (Oristano) e Angelo Soru (Oristano) – sono difesi dagli avvocati Cristina Puddu, Mario Gusi, Rosaria Manconi, Mauro Ricci, Gianfranco Congiu, Caterina Zoroddu, Luca Casula e Carlo Barberio. Affronterà invece il processo Antonello Arca che sarà in aula il 13 novembre.
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