La Nuova Sardegna

Caro carburanti, agricoltura ko: «Portiamo l’emergenza in Europa»

di Francesco Zizi
Caro carburanti, agricoltura ko: «Portiamo l’emergenza in Europa»

Coldiretti invita enti e imprese a fare fronte comune a Roma e Bruxelles

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Sassari Un fronte comune di imprese e istituzioni per portare il caro trasporti sul tavolo del Governo e dell’Unione Europea. È la proposta lanciata da Coldiretti Sardegna, che chiama a raccolta il mondo produttivo e la politica dell’isola per dare una risposta unitaria alla crisi di competitività che attanaglia le aziende e, di riflesso, le famiglie. Un allarme che arriva a pochi giorni da quello lanciato da Confindustria Sardegna e che l’organizzazione agricola fa proprio, rilanciando la necessità di un’iniziativa condivisa che vada oltre le singole categorie.

Il quadro è quello di un sistema economico che paga ogni giorno il conto della distanza dal continente. Ai noli già elevati si sono aggiunti i costi legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Ets, che pesano sul trasporto marittimo e finiscono per scaricarsi lungo tutta la filiera.

I dati I numeri li aveva messi in fila la stessa Coldiretti all’inizio del 2026. In cinque anni i rincari complessivi ai trasporti hanno toccato il 50%. Un aumento che comprime il margine delle imprese, frena gli investimenti e si traduce in prezzi più alti sugli scaffali, erodendo il potere d’acquisto dei cittadini. L’Istat ha calcolato in cinque anni un aumento medio dei prodotti alimentari del 28,6%. Le uova costano il 43% in più, il riso il 44%, il pane il 28%. La passata di pomodoro è salita del 26%, il tonno in scatola del 25% e la pasta del 24%. Per la colazione, il latte ha registrato un aumento del 21%, mentre yogurt, biscotti e merendine sono rincarati complessivamente del 27%. Ma gli aumenti hanno interessato anche la carne: quella bovina un +31%, mentre il pollo arriva al +33,7%. Per questo, nella proposta di Coldiretti si parla di una vertenza che riguarda l’intera economia regionale e non solo il comparto agricolo, e chiede una continuità territoriale delle merci reale, accompagnata da strumenti fiscali stabili che riconoscano e compensino lo svantaggio dell’insularità. «Le imprese e le famiglie sarde non possono continuare a pagare il prezzo di una condizione geografica che si traduce ogni giorno in maggiori costi e minori opportunità», spiegano il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e il direttore Luca Saba. «Per chi produce nella nostra isola, il nodo trasporti è un freno alla crescita che l'attuale crisi internazionale rende ancora più pesante. Ecco perché chiamiamo a raccolta il mondo imprenditoriale e le istituzioni: serve un fronte comune che porti con forza questa emergenza davanti al Governo e all'Europa, ciascuno per le proprie competenze. La specificità della Sardegna deve essere riconosciuta nei fatti, garantendo alle nostre aziende la possibilità di competere e ai cittadini condizioni di maggiore equità».

Le proposte Coldiretti propone un credito d’imposta permanente che intervenga direttamente sul maggior costo sostenuto per spedire le merci oltre il mare. Un meccanismo pensato per essere proporzionato al volume d’affari realizzato fuori dall’isola. Nelle campagne il problema si fa sentire con maggiore durezza. Per agricoltori e allevatori infatti, il trasporto pesa due volte: in entrata, per far arrivare mangimi, fertilizzanti e attrezzature, e in uscita, per portare le produzioni fuori dalla Sardegna. L’associazione propone anche alla Regione, e al mondo imprenditoriale, di aprire un confronto permanente con Bruxelles, per individuare misure capaci di eliminare il divario competitivo che separa le aziende sarde da quelle del resto d’Italia. «L’insularità è una condizione permanente e richiede una compensazione permanente: al Governo proponiamo un credito d’imposta strutturale, alle istituzioni europee un confronto sugli strumenti per riconoscere questa specificità e superare il divario. Su questi obiettivi invitiamo la Sardegna a parlare con una voce sola» concludono Saba e Cualbu.
 

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