La Nuova Sardegna

L’intervento

L’influencer con il gommone a Caprera e gli altri. Beppe Severgnini: «Questa è l’estate dei cafoni»

L’influencer con il gommone a Caprera e gli altri. Beppe Severgnini: «Questa è l’estate dei cafoni»

Il giornalista racconta la stagione: «Ormai il neo-turista arriva in Sardegna a caro prezzo e pretende di avere diritto a tutto»

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Sassari Forse verrà bollata come l’estate cafona, da queste parti. E la diagnosi del perché l’ha data Beppe Severgnini sul Corriere della Sera: «La Sardegna eccita gli smartphone» è il titolo dell’articolo pubblicato oggi, 31 agosto, e che riprende alcuni episodi che hanno caratterizzato le ultime settimane, e gli ultimi giorni. «La Sardegna la frequento tutta, un po’ meno gli ottanta chilometri di Costa Smeralda. Spettacolari, ma scorgere Daniela Santanché leopardata con Fedez, o incrociare Belén che bisticcia col benzinaio, non è il mio sogno di vacanza», dice il giornalista, che ieri sera a Santa Teresa di Gallura ha presentato il suo ultimo libro, al termine di un tour estivo che l’ha portato nell’isola da nord a sud.   

«L’ho trovata cambiata, l’isola, quest’estate? Rispondo con le parole di conoscenti sardi che lavorano nel turismo: un po’ incafonita, qui e là – sostiene –. E questa non è mai stata la sua cifra estiva: i cafoni avevano i loro ritrovi, ma altrove c’era una certa, educata convivenza. È successo qualcosa? Credo di sì. Sempre la stessa cosa.
L’ossessione di mostrare e mostrarsi sui social». Arriva dunque all’ultimo episodio celebre: lo sbarco in gommone del giornalista e influencer Piero Armenti su una spiaggia di Caprera, in piena area del Parco nazionale della Maddalena. L’imbarcazione non avrebbe potuto raggiungere la spiaggia in quel modo, invece lo skipper lo ha fatto, e influencer e compagna hanno ripreso il felice approdo e lo hanno dato in pasto ai social, inconsapevoli dell’illegalità di quel gesto.

«Breve rassegna di fine agosto – elenca infatti Severgnini –. Influencer in gommone approda sulla spiaggia a Caprera (vietatissimo). Musica a palla dalle barche. Graffiti sui graniti (fa rima, ma non fa ridere). Ragazze in topless si tuffano dai ponti (forse a Venezia, ma a Bosa?!). Accampamenti tuareg sulla spiaggia invece di un ombrellone. L’arcipelago della Maddalena ridotto a un ingorgo di natanti, spesso incuranti di regole e divieti (tanto non li beccano, e se li beccano le sanzioni sono irrisorie)».

Colpa della ricerca dell’esibizionismo a tutti i costi, colpa del diritto inviolabile al godimento delle bellezze della Sardegna dopo aver speso tanto per arrivarci: «Cosa succede? Semplice. Il neo-turista, arrivato sull’isola a caro prezzo, ritiene d’avere diritto allo svago (coccolami, viziami!), diritto al posto (in spiaggia, in parcheggio), diritto al trattamento speciale (viva l’esclusività di massa!); e, ovviamente, diritto a mostrare tutto a tutti sui social. Se una di queste pretese non viene soddisfatta, il neo-turista prima s’abbatte, poi s’infuria. In questo caso, cambiate spiaggia. In Sardegna ce ne sono tante», conclude così il giornalista di Crema, grande affezionato dell’isola. Ha casa a Rena Majore e frequenta la regione da decenni, è ormai famoso il suo elenco dei “45 motivi per tornare in Sardegna”, pubblicato su uno “Speciale Sardegna” del Touring club italiano nel 2002. (paolo ardovino)

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