Caso Manuela Murgia, tutto da rifare: il Dna sugli indumenti non è dell’ex fidanzato della vittima
Enrico Astero, unico indagato, ha commentato: «È la fine di un incubo»
Cagliari Tutte le accuse contro l’unico indagato per l’omicidio di Manuela Murgia sono cadute. L’incidente probatorio sulla morte della sedicenne, trent’anni fa, non ha risolto i dubbi e i punti oscuri sulla vicenda. Neanche gli esami delle parti, con le analisi degli indumenti che indossava Manuela il giorno della sua morte, anche alla ricerca di nuovi elementi genetici, hanno fatto emergere novità.
Anzi, hanno portato ad un vicolo cieco le indagini: infatti la comparazione tra il Dna estratto dagli indumenti della Murgia e quello di Enrico Astero – unico indagato ed ex fidanzato della sedicenne -, non corrispondono. L'impressione delle parti, periti e avvocati di parte, è che ci sarà comunque un ulteriore prolungamento degli accertamenti di laboratorio. Astero ha commentato: «È la fine di un incubo».
Tutto da rifare dunque dopo la riapertura del caso l’anno scorso, per una morte che era stata archiviata come suicidio, ma che presenta ancora diversi punti oscuri.
