Nuovo incidente nella missione Unifil in Libano: feriti tra i caschi blu, ancora paura per la Brigata Sassari
Solo ieri la morte di un peacekeeper indonesiano
Nuova tensione lungo la linea di confine tra Libano e Israele, dove la missione Unifil torna al centro di episodi violenti. Dopo la morte di un casco blu indonesiano ieri 29 marzo, colpito da un proiettile che ha raggiunto una postazione delle Nazioni Unite, un ulteriore incidente ha coinvolto i militari impegnati nel dispositivo internazionale, causando alcuni feriti.
A confermare l’accaduto è stata Kandice Ardiel, portavoce della missione Onu, che all’agenzia AFP ha parlato di un episodio avvenuto nei pressi di Bani Hayyan, senza tuttavia fornire dettagli sulla dinamica. «Si è verificato un incidente che ha coinvolto i caschi blu e abbiamo dei feriti», ha dichiarato.
L’area interessata si trova nel settore Est della missione, sotto guida spagnola, a circa 45 chilometri a nord-est di Shama, base del contingente italiano schierato nel settore Ovest. In questo caso, tuttavia, non risultano coinvolti né militari italiani né unità della Brigata Sassari.
Il precedente episodio mortale si è verificato invece nella zona di Marjayoun, sempre nel settore orientale, dove ha perso la vita il militare indonesiano. Una sequenza di eventi che alimenta la preoccupazione per la sicurezza dei caschi blu impegnati nella missione.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che ha espresso «condanna» per quanto accaduto, invitando tutte le parti coinvolte a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire in ogni momento la sicurezza del personale e delle strutture di UNIFIL.
