Invasione di campo e violenza negli spogliatoi: la trasferta amara di una squadra di calcio sassarese – Ecco che cosa è successo
Reclamo sportivo e denuncia ai carabinieri: «Aggrediti dopo il fischio finale»
Sassari Trasferta amara, ben oltre il risultato. Sabato, sul campo dell’Asd Centro Storico Sassari, l’Asd Tzaramonte ha perso 2-1 la gara valida per la ventiquattresima giornata del campionato di Seconda categoria, girone F. Una sfida delicata in chiave salvezza, decisa nei minuti finali, ma finita sotto una luce completamente diversa per quanto accaduto subito dopo il triplice fischio.
Uno dei calciatori del Tzaramonte ha già sporto denuncia ai carabinieri, riferendo di essere stato aggredito al termine della partita, nel corridoio che conduce agli spogliatoi, da più persone riconducibili alla squadra avversaria. Nella querela si parla di pugni, calci e strattoni, con una contusione allo zigomo e allo sterno certificata e una prognosi di alcuni giorni. Il giocatore racconta di essere rimasto isolato mentre altri compagni riuscivano a divincolarsi, e di essere stato colpito per alcuni minuti prima dell’intervento di dirigenti presenti, che avrebbero poi riportato la situazione sotto controllo.
Una ricostruzione che trova riscontro e viene ampliata nel reclamo presentato dalla società di Chiaramonti alla Corte sportiva di appello territoriale. Nel documento si parla esplicitamente di «episodi di estrema gravità» verificatisi immediatamente dopo la fine dell’incontro. Secondo quanto riportato, «numerosi soggetti, tra cui tifosi e dirigenti della squadra di casa, provenienti dalla tribuna, facevano ingresso sul terreno di gioco senza alcuna autorizzazione, eludendo le misure di controllo e sicurezza predisposte».
Da lì, sempre secondo il reclamo, sarebbero scattate «condotte aggressive e violente, consistite in minacce, spintoni e vere e proprie aggressioni fisiche» nei confronti dei tesserati del Tzaramonte. In particolare, alcuni calciatori sarebbero stati inseguiti e raggiunti nella zona di accesso agli spogliatoi, lungo la scalinata che collega il campo agli ambienti interni, dove sarebbero stati aggrediti «verbalmente e fisicamente da circa quattro o cinque soggetti», tra i quali – viene sottolineato – figurerebbero anche persone riconducibili alla dirigenza della società ospitante.
Il documento insiste anche sulle conseguenze: «lesioni evidenti e dolorose ai calciatori coinvolti», tali da rendere necessario l’intervento dei dirigenti per ristabilire l’ordine. E punta il dito su un altro aspetto ritenuto rilevante: i cancelli di accesso al terreno di gioco dalle tribune sarebbero rimasti aperti per gran parte della gara, venendo chiusi solo dopo l’ingresso dei soggetti coinvolti, elemento che «denota una evidente carenza nelle misure di prevenzione e controllo». Nel reclamo si richiama inoltre la normativa federale sulla sicurezza, evidenziando come la responsabilità della società ospitante si estenda anche alla fase immediatamente successiva alla gara, fino al rientro negli spogliatoi.
La società aveva quindi chiesto l’accertamento della responsabilità dell’Asd Centro Storico Sassari e l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice di giustizia sportiva, fino ai provvedimenti più severi. Ma il reclamo è stato dichiarato inammissibile dalla federazione perché presentato fuori termine, senza entrare nel merito dei fatti denunciati.
Resta così aperto solo il fronte giudiziario, mentre sul piano sportivo la vicenda si chiude senza ulteriori sviluppi disciplinari. Un esito che lascia comunque sul tavolo il peso di quanto denunciato: non la tensione, anche accesa, di una partita, ma episodi che – se confermati – chiamano in causa sicurezza e responsabilità, in un contesto dilettantistico fatto in gran parte di ragazzi. (cr.ss.)
