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Norme anti-furbetti nel Piano Casa: cosa rischia chi occupa un alloggio popolare ma ha perso i requisiti

Norme anti-furbetti nel Piano Casa: cosa rischia chi occupa un alloggio popolare ma ha perso i requisiti

Le disposizioni riguardano anche gli immobili acquistati a prezzo calmierato

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Chi ottiene un alloggio in edilizia integrata e perde i requisiti senza comunicarlo dovrà pagare la differenza tra il canone agevolato e quello di mercato, oltre a spese e interessi. È una delle principali novità contenute nel nuovo decreto sul Piano casa. Il provvedimento, presentato dal governo, punta a mettere a disposizione circa 100mila alloggi in dieci anni, con un investimento complessivo di 10 miliardi di euro e il coinvolgimento anche di capitali privati.

Controlli più stringenti

Nel dettaglio, le norme introducono un sistema di controlli più stringente sui beneficiari. Se l’assegnatario non comunica la variazione della propria situazione economica o patrimoniale, è obbligato a versare al Comune la differenza tra il canone calmierato e quello di mercato per tutto il periodo contestato, oltre alle spese di accertamento e agli interessi legali.

Cosa rischiano i furbetti

Nel caso in cui i requisiti economici vengano superati per due anni consecutivi, è possibile procedere alla risoluzione del contratto oppure alla conversione del canone ai valori di mercato. Le somme recuperate dovranno essere utilizzate esclusivamente per il rafforzamento delle politiche abitative. Le disposizioni riguardano anche gli immobili acquistati a prezzo calmierato. I requisiti devono essere verificati al momento della stipula, pena la nullità del contratto. Inoltre, se il proprietario decide di vendere prima dei 30 anni, dovrà rispettare comunque il prezzo calmierato, mantenendo il vincolo sulla destinazione dell’immobile.

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