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Spesa

Inflazione e rincari, le famiglie sarde spendono 800 euro in più all’anno

di Paolo Ardovino
Inflazione e rincari, le famiglie sarde spendono 800 euro in più all’anno

Diesel, benzina, alimentari e utenze: nell’isola aumenti superiori alla media nazionale

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Sassari Il problema vero è che è un periodo in cui la Sardegna è ai vertici delle regioni e supera primati uno dietro l’altro. Ma sono le classifiche sbagliate. L’isola ha scoperto di avere i prezzi più alti d’Italia di diesel e benzina. Adesso invece scopre che non solo ha indici di inflazione più alti della media nazionale, ma anche gli aumenti sullo scaffale sono decisamente più marcati rispetto al resto d’Italia. E Olbia, nelle stime, diventa una delle città in assoluto più care d’Italia. A voler cercare il record nel record (negativo), Olbia infatti è il centro dove cibi e bevande sono aumentati di più. Tutto dovuto al pulsante che decidono di premere dall’altra parte del mondo, nella guerra tra Usa e Iran.

Inflazione

A rivelare questa salatissima è Adiconsum Sardegna: «Con la guerra, nell’isola i prezzi al dettaglio, specie nel settore alimentare, crescono più della media nazionale», fa notare l’associazione a difesa dei consumatori. L’allarme sdugli effetti del conflitto in Medio Oriente per i cittadini sardi si traduce in «circa più 800 euro annui a nucleo residente». Stima che fa il paio con quella indicata da Federconsumatori, la cui proiezione su una famiglia arriva a 1.200 di costi extra a fine 2026. L’Istat ha appena comunicato il tasso di inflazione di aprile, che è salito a 2,7 per cento, rispetto a marzo di 1,1 punto percentuale. Una crescita vertiginosa. Ma riesce a essere più veloce quella dei prezzi dei beni di consumo. Lì dove «si scopre che sull’isola i prezzi viaggiano a ritmo più sostenuto», fa notare l’Adiconsum regionale. L’inflazione arriva a +2,9% a Sassari e a +3,1% a Olbia. A Cagliari tasso solo – si fa per dire – a +2,6%.

Carrello costoso

«A destare preoccupazione è soprattutto l’andamento dei listini dei prodotti alimentari», sì perché a Olbia i rincari di cibi e bevande nei supermercati toccano un allarmante +4%. La spesa sarà un po’ meno cara a Sassari, dove i ritocchi al rialzo arrivano al 3,8% e a Cagliari al 3,2%. Ma i grandi centri della Sardegna vivono una situazione decisamente più complicata rispetto alla media del resto d’Italia, dove i rincari si attestano al 2,9 per cento.

Olbia cara

L’incremento è dovuto per prima cosa al caro-gasolio che incide da due mesi sui trasporti. «Ma il rischio è che sull’andamento dei listini giochino un ruolo primario anche fenomeni speculativi che sfruttano proprio la crisi in atto per attuare rincari ingiustificati», avverte l’Adiconsum. Bevande, cibi freschi, carni, pescato, banco della frutta, pacchi di pasta, prodotti per la casa. Con variazioni diverse, che vanno da pochissimi centesimi fino a qualche euro, a parità di carrello, rispetto a inizio anno – il conflitto in Medio Oriente è esploso a febbraio – lo scontrino in cassa è molto più salato e in questo momento i sardi lo stanno avvertendo di più. Sono percentuali estratte dai dati Istat più aggiornati, non c’è una spiegazione diretta rispetto all’oscillazione così evidente anche solo da un grande centro all’altro. Gli olbiesi, già costretti a un costo della vita aumentato vertiginosamente rispetto ad altre zone della Sardegna, a questo giro pagheranno un conto ancora più salato. Spese ma anche bollette di elettricità e gas, che già da questo mese sono incrementate: del 5% a Cagliari, del 6,7% a Sassari, del 6,8% a Olbia.

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