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Criminalità

Attentato contro l’auto del ricercatore del Cnr, il procuratore di Nuoro: «La violenza non fermerà mai l’Einstein telescope»

di Valeria Gianoglio
Attentato contro l’auto del ricercatore del Cnr, il procuratore di Nuoro: «La violenza non fermerà mai l’Einstein telescope»

Daniele Rosa: «Massima attenzione per cercare gli autori, aumenteremo la protezione e il controllo»

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Nuoro «Stamattina li ho voluti incontrare. Sono due persone splendide, due grandi professionisti. Vanno via perché l’avvicendamento era già stato programmato, ma partono con l’amaro in bocca e le lacrime agli occhi. Erano veramente felici di stare qui, avevano trovato un posto meraviglioso per la gente, per il calore, e poi, invece, hanno conosciuto quest’altro aspetto, per colpa di poche mele marce. Ho detto loro, e ci tengo a ripeterlo davvero, che il progetto Einstein non si deve fermare e da parte nostra, ovviamente, verrà alzato tantissimo il livello di controllo. Massima attenzione sia per cercare gli autori, chiunque essi siano e qualunque movente li abbia mossi, sia per garantire un’adeguata protezione alle persone e alle strutture. Non verrà tollerato nessun altro tipo di gesto che possa mettere a repentaglio questo progetto che è vitale per il centro Sardegna, per queste persone, e per la maggior parte dei sardi che sono persone perbene che hanno sempre a cuore la loro terra e il progresso della loro terra».

Dodici anni nell’isola

Più di dodici anni trascorsi per lavoro in Sardegna, tra Nuoro, Lanusei e Tempio, con la toga della pubblica accusa, una grande passione per l’isola più autentica e per le sue bellezze vere – perché, dice, «la Sardegna non è solo le spiagge e i lustrini» – Daniele Rosa, all’indomani dell’attentato incendiario che ha distrutto due auto del geofisico Carlo Giunchi, a Lula con la moglie, e al lavoro nel team dell’Einstein telescope, parla con il cuore in mano. E per qualche istante dimentica di essere il capo della Procura nuorese, il numero 1 dei pm barbaricini, la guida di tutti gli investigatori. Ma ha il volto e le parole di chi sa che quanto è successo, al di là di qualunque movente lo abbia prodotto, possa rischiare di mandare in fumo gli sforzi di un intero territorio che vuole imboccare, deciso, la strada dello sviluppo e del rilancio, attraverso la scienza, il lavoro, la cultura e lo sviluppo.

Progetto inestimabile

L’attentato a Giunchi, sottolinea, è stato «un fatto gravissimo. Che colpisce un’iniziativa di inestimabile valore per il territorio: l’Einstein telescope. Un progetto che coinvolge scienziati di tutto il mondo, di grandissima importanza anche per questo territorio, per per cui rappresenta una possibilità di sviluppo per una terra che si sta spopolando, che vede i giovani andare via, che sembra senza futuro. Un fatto gravissimo se questi gesti dovessero comprometterlo».

Il nichilismo secolare

No davvero, aggiunge il procuratore Rosa, scuotendo la testa, mentre i quadri dell’amico Alessandro Tamponi, alle sue spalle, accendono di colori la parete del suo ufficio al quinto piano del Palazzo di giustizia: «Non è nemmeno da pensare che possa succedere una cosa del genere, per il gesto di chi non si sa. Chiaramente gli accertamenti sono in corso e quindi potrebbe essere stato anche il gesto di uno sconsiderato o di un paio di esaltati che semplicemente non vogliono questa cosa per un atteggiamento preconcetto, per quel nichilismo secolare che caratterizza molte persone che sembra quasi che si autocompiacciano dell’inerzia e dell’ineluttabile stasi di un posto dove sembra quasi che non cambi mai nulla. Oppure ci potrebbero essere anche interessi diversi , e qui sta il nostro specifico compito di inquirenti, e sul quale non posso dire nulla, ovviamente».

«Due persone splendide Ma un passaggio, il procuratore Rosa, tiene a sottolinearlo: «L’attenzione sarà totale, massima – ripete – non solo per individuare i responsabili di questo gesto vigliacco, e veramente devastante perché ho conosciuto le vittime, che sono due persone splendide, che sono venute qui con grandissimo entusiasmo ed erano rimaste veramente affascinate dall’accoglienza ricevuta e dal calore che è quello che ho conosciuto anche io. Erano qui da alcune settimane, pure per vivere meglio il territorio, e avevano trovato un’accoglienza straordinaria. E mi hanno anche detto che hanno avuto una grande solidarietà dopo quello che è successo. Che andassero via ora era già previsto, perché era già un avvicendamento programmato. Ma ne verranno altri».

«Poche mele marce»

Per il numero 1 della Procura nuorese, dunque, «il progetto non si deve fermare e da parte nostra, ovviamente, verrà alzato tantissimo il livello di controllo. Massima attenzione sia per cercare gli autori, sia per garantire un’adeguata protezione alle persone e alle strutture. Questo progetto è vitale per il centro Sardegna, così come tutti i progetti che portano cultura e sviluppo, come l’università, la ferrovia, il recupero dei centri. È un piano importante per la maggior parte dei sardi che sono persone perbene che hanno a cuore la loro terra e il progresso della loro terra. Perché parliamo sempre di poche mele marce, che sono un fattore di freno per lo sviluppo, per quello che meriterebbe questa terra».

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