La Nuova Sardegna

L’emergenza

Olbia, mancano le barelle al Pronto soccorso: i pazienti aspettano in ambulanza

di Tiziana Simula

	<em>foto di Vanna Sanna</em>
foto di Vanna Sanna

Un’altra estate di fuoco per il reparto, in servizio la metà dei medici necessari

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia Sette, otto...dieci ambulanze. Sono tutte parcheggiate fuori dal pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e lì rimangono a lungo, in attesa di ripartire. Aspettano che i pazienti che hanno trasportato vengano trasferiti nelle barelle del pronto soccorso.

Ma il problema esploso ieri e finito subito sul web con un video che immortala dieci ambulanze in sosta fuori dal pronto soccorso olbiese, è proprio quello: le barelle del reparto non sono sufficienti a fare fronte a tutte le emergenze, al forte carico di richieste che si sta riversando sul pronto soccorso, ora più che mai, in piena stagione estiva con la Gallura presa d’assalto dai turisti.

Così ieri, durante la giornata, mentre la sala d’attesa esplodeva di persone che aspettavano il loro turno o che attendevano notizie dei loro parenti già presi in carico dal reparto, è successo che gli operatori del 118 che trasportavano i pazienti, in alcuni casi, hanno dovuto attendere anche ore prima di poter ripartire con la barella della propria ambulanza.

Per il pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II, queste, sono settimane di fortissima pressione, così come accade ogni estate. E le emergenze anche ieri si sono rincorse per tutta la giornata, con ambulanze provenienti da tutta la Gallura: da Arzachena a Golfo Aranci, da Olbia a Budoni e San Teodoro.

Oltre ai soccorsi per malori e incidenti stradali, si sono aggiunti anche fatti di cronaca, con un accoltellamento avvenuto nel centro di Olbia, nel quale sono rimaste ferite tutte e due le persone coinvolte, trasportate al Giovanni Paolo II. Scene non nuove per il pronto soccorso cittadino: nel 2025 sono state assistite una media di circa 200 persone al giorno, con un record di 306 presenze registrate il 16 agosto, giornata di massimo afflusso. Numeri destinati a ripetersi anche in questa caldissima estate.

«Le barelle del pronto soccorso non bastano, sono poche e ci sono anche pochi lettini e sedie», lamentavano alcuni volontari del 118, mentre attendevano nel piazzale di poter riprendere la barella e ripartire con la loro ambulanza. Qualcuno di loro ha dovuto aspettare diverse ore. Ma non per tutti è stato così. «Nessun problema, abbiamo portato il paziente e adesso andiamo via», dicono altri due operatori mentre salgono sul mezzo.

Di sicuro per il pronto soccorso di Olbia e la Medicina d’urgenza, di cui è responsabile Rosy Beretta, si prospettano giorni pesantissimi che saranno affrontati con la metà dei medici necessari. Attualmente sono in servizio tra i sette e gli otto medici, a fronte dei sedici ritenuti indispensabili per garantire una copertura adeguata dei turni.

Per alleggerire il carico del pronto soccorso, la Asl Gallura ha attivato recentemente 11 guardie mediche turistiche (a Olbia, Cannigione, San Teodoro, Budoni, Golfo Aranci, Santa Teresa Gallura, Palau, Loiri Porto San Paolo, Badesi, Isola Rossa e Vignola Mare). A Olbia la guardia turistica si trova proprio all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II. Il servizio, già operativo, contribuisce a prendere in carico i codici minori,

Si attende anche l’apertura del nuovo reparto di emergenza-urgenza. Un corpo di fabbrica in continuità con l’attuale pronto soccorso, per una superficie complessiva di circa 600 metri quadrati. Un ampliamento atteso da anni, pensato per rispondere in modo più adeguato ai volumi di accesso che caratterizzano il presidio ospedaliero di Olbia. La nuova struttura è stata progettata proprio per migliorare la gestione dei flussi e ridurre il sovraffollamento, soprattutto nei periodi di punta. Con la speranza che vengano adeguati anche gli organici. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Criminalità

Attentato contro l’auto del ricercatore del Cnr, il procuratore di Nuoro: «La violenza non fermerà mai l’Einstein telescope»

di Valeria Gianoglio
Le nostre iniziative